Le due facce dell’Intelligenza Artificiale

La tecnologia, nella sua evoluzione, deve ricordarsi di essere al servizio dell’uomo. Necessitano, però, linee guida per regolamentare il suo utilizzo.

Le-due-facce-dell'intelligenza-digitla.jpg

In alcuni settori già da tempo affidiamo alla tecnologia le nostre scelte. Basti pensare alla decisione sul miglior percorso stradale che sempre più spesso viene affidata alle mappe del nostro smartphone. Tuttavia, la diffusione dell’Intelligenza Artificiale (IA) apre una serie di nuovi scenari in cui sarà la tecnologia, e non gli esseri umani, a fare una serie di scelte critiche nella nostra vita quotidiana.

Ma cos’è l’IA? Con questa espressione si definisce l’area dell’informatica che studia lo sviluppo di tecnologie dotate di capacità tipiche dell’essere umano: interazione con l’ambiente, apprendimento e adattamento, ragionamento e pianificazione. In pratica, grazie all’IA la tecnologia diventa in grado di prendere una serie di decisioni che fino al suo avvento erano affidate alle persone. Anche se l’espressione “IA” è diventata popolare negli ultimi cinque anni, ha ormai più di sessant’anni di vita. È stata infatti utilizzata per la prima volta nel 1956 da John McCarthy, un assistente di matematica del Dartmouth College di Hanover, negli Stati Uniti, durante una conferenza sullo studio dell’intelligenza applicata alle macchine. Tuttavia, a farla tornare popolare è stata una serie di innovazioni tecnologiche che hanno portato alla nascita un nuovo paradigma di IA: il machine learning.

Premium

Vuoi leggere la versione completa dell’articolo?

Accedi al sito se hai già un abbonamento alla rivista oppure personalizza il tuo piano e abbonati subito.

Accedi

Questo articolo è di Giuseppe Riva ed è presente nel numero 282 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto