La porta e il portone

Spesso la vita ci costringe nelle solite routine e ci distoglie dall’intraprendere nuovi cammini. Eppure, talvolta è stimolante percorrerli.

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Avete mai sentito il detto «Non sei mai pronto a fare qualche cosa finché non la fai»? Io credo di aver inserito questa frase tra i costrutti della mia vita, per ricordarmi che non devo avere preconcetti e buttarmi a fare le cose per la prima volta. Il bello di essere bambini è quello di avere un sacco di prime volte. La prima volta che mangi un gelato, la prima volta che vai in bici, la prima volta che guardi un cartone animato. La vita, da quando nasciamo, è piena di prime volte. Si potrebbe dire che siamo l’insieme delle nostre prime volte e di come sono andate a finire. 

Poi cresciamo e quelle sensazioni, quelle prime volte, diminuiscono sempre di più. Conosciamo molto del mondo e stupirci diventa sempre più difficile; trovare qualcosa che non abbiamo mai fatto, anche. Ma se aveste l’occasione di riprovare l’esatta sensazione di fare le cose per la prima volta, cosa succederebbe? Sono qui per rispondere a questa domanda, tanto sciocca quanto rivoluzionaria. 

A 19 anni mi sono ritrovata in carrozzina, con una diagnosi di paraplegia, e sapete? mi sono ritrovata a rinascere e ad avere l’occasione di vivere per la seconda volta la prima volta. Potevo essere arrabbiata, triste, felice, ma era la prima volta per ogni cosa, perché io ero diversa! Vedevo il mondo da un’altezza diversa, camminavo nel mondo in modo diverso, io ero completamente diversa. Così, mangiare un gelato divenne la mia prima volta che assaggiavo un cono, fare una passeggiata con il mio compagno divenne la mia prima passeggiata dove tenevo la mano a qualcuno. Era tutto diverso e tutto aveva il sapore della prima volta. 

Questo valeva sia per le piccole cose della vita quotidiana sia per quelle importanti. Era la mia prima volta che facevo l’amore così, con il mio corpo diverso. Era la prima volta che un uomo mi guardava, era la prima volta che io mi facevo domande su di me. Quando realizzi di avere la possibilità di riconoscerti, di ricominciare daccapo, di rivalutare, di riassaggiare le cose per la prima volta, capisci di avere l’occasione di riprendere delle decisioni. Banalmente, su cosa ti piace e su cosa non ti piace. 

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La porta e il portone

Questo articolo è di Giulia Lamarca ed è presente nel numero 279 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto