Comunicare durante il contagio

L’informazione intensiva, frammentata e spesso contraddittoria di questi mesi ha suscitato reazioni molto diverse tra loro, ma tutte problematiche.

Comunicare-durante-il-contagio.jpg

Una delle cose che sono molto mancate in questi mesi sono stati i dati. O meglio, numeri ne sono stati dati tanti ogni giorno, ma un po’ a casaccio, non sempre confrontabili, per lo più inaffidabili, quindi quasi sempre inutili. I dati sono fondamentali per l’analisi, e senza analisi non si va da nessuna parte. Lo sono anche per la psicologia, se vogliamo capire quali sono stati e sono i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni, in una parola il nostro comportamento, in questo drammatico frangente. E se il comportamento di cui parliamo è stato in massima parte segnato dalla paura – a livello globale – è appunto anche perché l’informazione ha spesso annaspato nelle interpretazioni anziché nella rilevazione dei fatti.

Comprendere tali processi aiuta peraltro a prevedere i nostri comportamenti e a porre in essere procedure per modificarli, in funzione di un obiettivo condiviso: la salute dei singoli e della collettività.

Premium

Vuoi leggere la versione completa dell’articolo?

Accedi al sito se hai già un abbonamento alla rivista oppure personalizza il tuo piano e abbonati subito.

Accedi

Questo articolo è di Paolo Moderato ed è presente nel numero 280 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto