Sosta per ricaricarci

Il periodo di blocco che abbiamo avuto dobbiamo cercare di viverlo come un pit-stop: cioè come una pausa grazie alla quale le auto della formula 1 si riforniscono per ripartire più veloci.

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Nell’immaginario comune della società in cui viviamo, i momenti di stop, di stallo, non sono mai visti in un’ottica positiva. La nostra società si è evoluta in velocità, pensando incessantemente al domani e dimenticandosi troppo spesso dell’oggi. Essere costretti a fermarci ci lascia irritati e molto spesso arrabbiati

Il lasso di tempo alle nostre spalle, con la paura che un’esigenza di lockdown possa riproporsi, è stato come un limbo: molti di noi avevano progetti, idee, lavori, avevamo un futuro davanti che non solo man mano è sfumato, ma che a tutt’oggi è pure imprevedibile. E progettare verso un futuro incerto diventa più difficile. Insomma, nella mente della maggior parte di noi lo stop forzato dei primi mesi dell’anno non ha avuto proprio nulla di positivo. 

Ammetto che anch’io in quel periodo ho visto sfumare un futuro al quale lavoravo da un anno, ma, passate le prime settimane di tempesta, ho capito come sfruttare e leggere questo momento di pausa. Immaginate una corsa, siamo in Formula 1, macchine perfette, al massimo della loro prestazione, in gara. La corsa parte, ma dopo qualche giro sapete cosa accade nelle gare dei professionisti? Pit-stop!

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Questo articolo è di Giulia Lamarca ed è presente nel numero 280 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto