LIBRI PER LA MENTE: "Paura, panico e fobie" e "Il volto del mio assassino"

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paura-panico-e-fobie.png PAURA, PANICO E FOBIE
Dall’evoluzione del modello di Palo Alto, un approccio alle fobie innovativo. Secondo il modello breve strategico di Nardone, descritto in Paura, panico, fobie, l’accento va posto non tanto sulle cause remote che hanno scatenato la fobia, quanto sulle tentate soluzioni che la alimentano, ovvero su quei comportamenti e atteggiamenti che la persona attua nel tentativo di risolvere il problema, ma che di fatto hanno invece l’effetto di aggravarlo, come per esempio le strategie di evitamento.

Nel libro sono inoltre spiegati puntualmente protocolli di intervento specifici e le relative tecniche utilizzate in casi di fobie, come quella della “peggiore fantasia” in cui il soggetto viene invitato dal terapeuta, mediante un linguaggio persuasorio, a calarsi volontariamente nelle proprie paure per mezz’ora al giorno, sfruttando così l’effetto della saturazione per azzerare la fobia. Elemento assai interessante e utile del libro sono i casi clinici presenti in appendice, che offrono al lettore una concreta applicazione delle tecniche descritte nella prima parte del volume.

Paura, panico, fobie di Giorgio Nardone TEA, 300 pp., 12 € 

 

gli-occhi-del-mio-assassino.png  IL VOLTO DEL MIO ASSASSINO
Clara è paralizzata in un letto dalla paura. Dove si trova? Cos’è successo? Chi è quell’uomo accanto a lei? Si è svegliata in un letto d’ospedale senza alcun ricordo della sua vita. Nulla di ciò che le racconta Roland, l’uomo che dice di essere suo marito, le è familiare, nemmeno il proprio nome. È stata vittima di un’aggressione brutale a casa sua, ma non ricorda niente. Solo incubi confusi di una sagoma senza volto in mezzo al fumo. Deve riappropriarsi della propria storia: chi era? Perché non ha amici? Che fine ha fatto la sua famiglia? Durante la ricerca di qualche brandello di ricordo, qualcuno tenta nuovamente di ucciderla spingendola sotto un camion. Salva per miracolo grazie ai riflessi dell’autista, Clara capisce che non può fidarsi di nessuno, forse nemmeno di quella mente che non vuole ricordare, se è vero che ha dei vaneggiamenti ed è paranoica come le ha detto Roland. Di certo l’idrofobia è reale, quel terrore profondo appena si avvicina all’acqua. Lo è anche la paura atavica di essere da sola nella baita sul lago, isolata da tutto. E, più di tutto, ha paura di sé stessa, di scoprire cose di sé così terribili da non poterle accettare, che il mostro sia dentro di sé e non fuori nell’ombra. Ma sapere è l’unico modo che ha per salvarsi, e per non diventare davvero pazza.

Il volto del mio assassino di Sophie Kendrick, Giunti, 312 pp., 19 € 

Questo articolo è di Davide Lo Presti, Luca Mazzucchelli, Paola A. Sacchetti ed è presente nel numero 278 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto