L'effetto prima impressione

L’effetto che facciamo a una persona al primo incontro, e che lei fa a noi, si gioca nei primi 30-45 secondi dell’impatto. Impariamo, dunque, a gestirli bene.

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«Non avrai una seconda occasione per fare una buona prima impressione». L’effetto-prima impressione, ben studiato in passato dagli psicologi sociali, negli ultimi decenni, nei quali le discipline psicologiche tendono a ricondurre ogni fenomeno psicologico e comportamentale ai processi cognitivi, tanto da definire le percezioni non coscienti come “cognizioni subcorticali”, appare decisamente obnubilato. Questo a scanso del fatto che le moderne neuroscienze – anche quelle cognitive – dimostrano come siano le nostre percezioni, che nella maggior parte dei casi sono al di sotto del livello della coscienza, a scatenare attivazioni emozionali e risposte adattive agli stimoli ricevuti. I processi percettivo-emotivi sono, come ci indica chiaramente il filosofo Daniel Dennett, «competenze senza comprensione», le quali – lo dimostrano le ricerche neuroscientifiche – riguardano oltre l’80% delle nostre attività mentali e comportamentali.

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Questo articolo è di Giorgio Nardone ed è presente nel numero 282 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto