La selezione psicologica nel mondo del lavoro

È sempre più importante stabilire l’idoneità psichica, oltre che tecnica, del candidato. Considerando anche l’ambiente socio-organizzativo di riferimento.

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Nel mondo del lavoro sono realizzati numerosi interventi specialistici che hanno come oggetto la valutazione (assessment) delle risorse umane: la selezione è una di queste, si colloca nel momento iniziale di incontro tra individuo e organizzazione, costituisce la porta d’entrata nel mondo del lavoro e rappresenta un’attività estremamente delicata che porta con sé una notevole assunzione di responsabilità non solo professionale, ma anche etica e sociale, da parte di coloro che la svolgono.

L’AREA PSICOLOGICA

Ciò che interessa in questo articolo è precisamente la selezione “psicologica” delle risorse umane (Castiello d’Antonio, 2015; Chamorro-Premuzic e Furnham, 2010). È quindi bene differenziare gli approcci alla selezione attuati nel mondo del lavoro, almeno in 3 aree distinte. La prima è l’area psicologica, che è o dovrebbe essere di esclusiva competenza di psicologi professionisti e di cui ci occuperemo nelle prossime pagine. Vi è poi l’area della selezione tecnico-professionale, in cui si svolge un vero e proprio esame delle conoscenze e delle competenze operative del candidato nei termini di ciò che sa e che sa fare relativamente al ruolo di destinazione; questo genere di valutazione è condotto da esperti della specifica materia (per esempio da un professional di informatica che valuta le conoscenze del candidato presentatosi per una posizione di sviluppo software o sistemistica). Infine, al termine degli iter di selezione, e soltanto per i candidati che hanno superato i primi due passaggi, si colloca il colloquio conclusivo, nel quale si discutono e si precisano gli aspetti inquadramentali, retributivi e logistici del previsto inserimento della risorsa nell’organizzazione. Questo colloquio finale è condotto da un esponente della funzione Risorse Umane (RU) e costituisce il prologo alla firma del contratto.

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Questo articolo è di Andrea Castiello D'Antonio ed è presente nel numero 278 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto