Il lutto nascosto

Nelle sue prime fasi, la pandemia ci ha isolati persino nella morte. Alla solitudine del morente, confinato in ospedale o in rsa per non favorire il contagio, si è aggiunta la solitudine dei sopravvissuti, privati del rito del commiato indispensabile per avviare una sana elaborazione del lutto.

il-lutto-nascosto.png

Siamo stati abituati a pensare al lutto come a un percorso tutto sommato lineare, dolorosamente scandito dal succedersi di fasi, di durata variabile, che accompagnano verso un nuovo equilibrio in cui la perdita viene inserita dentro un’autonarrazione che restitui­sce significato al desiderio di vivere. Il più recente irrompere sulla scena teorica di altri modelli esplicativi ha ridefinito il concetto di elaborazione del lutto restituendo al dolente la possibilità di intervenire, almeno in parte, sul proprio individuale processo elaborativo. Non va però ignorato o dimenticato che in genere il processo di elaborazione del lutto avviene all’interno del grande contenitore della ritualità, collettiva, parentale e famigliare: un sofisticato insieme di riti, costruito nel corso dei millenni, che accompagnano i dolenti, li sostengono e li indirizzano, a volte “sostituendoli” nel cordoglio, quando lo shock della perdita è troppo forte. È l’assenza di questa ritualità (sostituita dal caos, dalla confusione organizzativa e dall’assoluta impossibilità, per i superstiti e per la loro collettività, di esercitare qualsivoglia attività in tale processo), sommata alle modalità traumatiche della separazione e della morte, ad aver reso nei primi mesi dell’anno il lutto da Covid-19 diverso dai lutti con i quali abitualmente ci confrontiamo e a renderlo molto più complicato e suscettibile di un viraggio verso la patologia.

Premium

Vuoi leggere la versione completa dell’articolo?

Accedi al sito se hai già un abbonamento alla rivista oppure personalizza il tuo piano e abbonati subito.

Accedi

Questo articolo è di Primo Gelati ed è presente nel numero 280 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto