Esperienza della solitudine

La quarantena ha costretto molte categorie di persone a rimanere a lungo da sole in casa. Facendo venire a galla la differenza tra essere oggettivamente soli e sentirsi soli.

esperienza-della-solitudine.jpg

La solitudine è solo all’apparenza un concetto semplice, che possiamo definire come una condizione indotta dalla mancanza di compagnia o, più in generale, dalla privazione della socialità. Senz’altro è un sentimento che nel corso dell’esistenza ciascuno di noi può sperimentare. Quando si pensa alla solitudine ci si riferisce istintivamente alla sua dimensione oggettiva, all’essere soli, cioè alla reale assenza di legami significativi. Così, per esempio, definiamo sola una persona che non ha compagnie, che non frequenta nessuno. È questa una solitudine oggettiva. Esiste però anche una solitudine soggettiva, che è il sentirsi soli. Si è soggettivamente soli quando, pur stando in mezzo agli altri (familiari, partner, amici, colleghi di lavoro), si avverte un sentimento pervasivo di distacco e disagio a livello relazionale.

Premium

Vuoi leggere la versione completa dell’articolo?

Accedi al sito se hai già un abbonamento alla rivista oppure personalizza il tuo piano e abbonati subito.

Accedi

Questo articolo è di Filippo Di Pirro ed è presente nel numero 280 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto