Roberto Escobar

CINEMA: Assandira

Ispirato all’omonimo libro di Giulio Angioni, ecco un film su come un gioco può trasformarsi in tragica realtà se non si rispettano le nostre radici e il loro ordine arcaico

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«Non si può fare gioco di una cosa che è seria»: questo il settantenne Costantino (Gavino Ledda, l’indimenticato autore di Padre padrone) dice al figlio Mario (Marco Zucca), cui rimprovera di non capire più la lingua della sua terra. Siamo alla fine degli anni Novanta del secolo scorso. Mario è appena tornato dalla Germania, e con la moglie Grete (Anna König) ha costretto il padre ad aprire un agriturismo in un suo vecchio casolare. Il progetto è coerente con quanto da tempo accade in Sardegna. Ai clienti, per lo più non italiani, viene offerta l’illusione di vivere la stessa vita degli isolani. Per loro Mario si finge pastore. Un mondo vero, serio, forte quanto il sole che lo illumina, è ridotto a finzione ed è messo in vendita come merce pittoresca.

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Questo articolo è di Roberto Escobar ed è presente nel numero 283 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui