Le parole che curano: il potere delle aspettative

Come attestano numerosi studi, una comunicazione empatica e ottimista nei confronti del paziente amplifica gli effetti della terapia che egli segue.

le-parole-che-curano.jpg

In un ospedale era ricoverato un paziente gravemente malato di cui i medici non riuscivano a capire la patologia. Fu chiamato a consulto un medico famoso; questi visitò il paziente e guardandolo dritto negli occhi sentenziò: «Moribundus». Poi parlò in privato con i medici dell’ospedale, dicendo loro che non c’era più niente da fare. Alcuni anni più tardi, il paziente, sopravvissuto, contattò il medico affermando: «Sono qui per ringraziarla, poiché i medici mi avevano detto che solo se qualcuno fosse riuscito a capire quale fosse la mia malattia, avrebbe potuto curarmi. Nel momento in cui lei ha espresso la sua diagnosi, ho capito che potevo guarire. E così è avvenuto». Non conoscendo il significato della parola latina “moribundus”, il paziente aveva erronea­mente pensato che fosse il nome della sua malattia e che quindi sarebbe stato finalmente curato.

Questo episodio, riportato dallo psicologo Gordon Allport, introduce mirabilmente al potere curativo della parola relativamente non solo ai disturbi psichici, ma anche a quelli fisici. È ormai ampiamente dimostrato, infatti, che la comunicazione tra medico e paziente è in grado di influenzare il decorso di una grande quantità di disturbi, in linea con quanto sostenuto da Ippocrate, padre della medicina, per il quale «il tocco, il rimedio e la parola» sono gli strumenti fondamentali del processo di cura.

Premium

Vuoi leggere la versione completa dell’articolo?

Accedi al sito se sei già iscritto oppure Registrati al sito!.

Accedi

Questo articolo è di Roberta Milanese ed è presente nel numero 284 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto