La scienza che fa notizia. Usi e abusi della comunicazione dei risultati delle neuroscienze

Comunicare con efficacia comporta spesso di banalizzare o generalizzare verità scientifiche strumentalizzandole a fini di controllo sociale e culturale. Niente di più pericoloso.

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I mezzi di comunicazione e il web riportano spesso “notizie scientifiche” che riprendono i risultati di ricerche sperimentali per diffonderli al grande pubblico. Il formato di queste comunicazioni è vario: si va dai pochi minuti di un servizio al telegiornale ai programmi di divulgazione scientifica; dalle riviste specializzate agli instant-book; dalle mostre e i musei scientifici agli articoli su Wikipedia e ai post su YouTube, diversi per lunghezza e scopo di approfondimento.

Ciò che accomuna molte di queste divulgazioni è presentare la scienza come una sorta di magia, e l’esperto diventa un illusionista pronto a presentare le domande e le risposte del percorso scientifico, senza poter esplicitarne i necessari e complessi passaggi. Come Conan Doyle faceva dire a Sherlock Holmes, «Non è difficile costruire una serie di deduzioni, una dipendente dall’altra e ciascuna semplice in sé. Se dopo questo processo si eliminano le deduzioni centrali e si offrono al pubblico semplicemente l’inizio e la conclusione, si ottiene un effetto sorprendente anche se un po’ teatrale».

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Questo articolo è di ed è presente nel numero 285 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto