La lista dei buoni propositi: come raggiungere i tuoi obiettivi

Il nuovo anno è appena iniziato e con esso arriva la lista dei buoni propositi. Avete già preparato la vostra? Quanti erano già presenti in quella del 2019? Non vi abbattete: capita a molti di riproporre gli stessi obiettivi di anno in anno. Come mai è così difficile mantenere i propositi che ci diamo? Come possiamo riuscire a rispettarli?

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Con l’arrivo del nuovo anno si rinnova il desiderio di fare nuovi progetti, di cambiamenti, di nuovi obiettivi da raggiungere per migliorare la propria vita. Il cambio dell’anno viene vissuto come un momento di svolta: si chiude un capitolo e ne inizia uno nuovo, in cui si potrà essere più felici, più determinati, più sereni e così via. Per molti è un momento di bilanci e di verifiche di ciò che si è ottenuto nell’anno appena concluso e di conseguente frustrazione per ciò che non si è riusciti a realizzare. Eppure, nonostante possa capitare di inserire alcuni dei propositi già indicati nella lista dell’anno precedente, la ripresentiamo pieni di ottimismo: “Quest’anno riuscirò a perdere peso!”. “Lo sento, il 2020 è l’anno in cui troverò la mia anima gemella!”, “Senz’altro quest’anno riuscirò a leggere più libri!”.

 PERCHÉ È COSÌ DIFFICILE MANTENERE I NOSTRI PROPOSITI FINO AL LORO RAGGIUNGIMENTO? 

Le nostre liste di “buoni propositi” sono sempre fatte con le migliori intenzioni, eppure dopo poche settimane o pochi mesi ci areniamo e smettiamo di perseguire gli obiettivi che ci siamo dati. Come mai? Probabilmente perché abbiamo scelto dei propositi che si avvicinano più a “sogni” o a desideri poco realizzabili. È inevitabile abbandonarli se sono troppo complicati da ottenere o se richiedono uno sforzo e un impegno al di sopra delle nostre reali possibilità o capacità. Un po’ come voler correre la Maratona di New York senza essersi mai allenati: saremo senza fiato e con le gambe doloranti dopo pochi metri e non si arriverà alla fine della gara.

Quindi, forse, in tutti questi anni di buoni propositi non mantenuti, abbiamo usato un modo sbagliato per porceli. Forse abbiamo anche scelto propositi che non erano così adatti a noi e al nostro momento di vita e per questo impossibili da realizzare se non a costo di un generale malessere.

Proviamo allora a usare una strategia diversa, chissà che non funzioni e non ci permetta di portare a termine la nostra lista di propositi.

 COME POSSIAMO RIUSCIRE A RISPETTARE I PROPOSITI? 

SCEGLIERE I PROPOSITI 
Innanzi tutto, dobbiamo scegliere quali obiettivi perseguire. Scriviamo su un foglio tutti i “buoni propositi” che ci vengono in mente: mettersi a dieta, fare più movimento, guadagnare di più, smettere di fumare, chiudere una relazione che ci fa star male, scrivere un libro, cambiare lavoro, mangiare più sano, avere più tempo per se stessi, non essere sempre in ritardo, essere più ordinato, leggere più libri, ecc.

OBIETTIVI CHE CI INTERESSANO
Ora che li abbiamo scritti tutti, rileggiamoli e pensiamo a quali sono veramente importanti e realmente ci interessano. A cosa vogliamo fare e non a cosa dobbiamo fare. Perché abbia un senso all’interno del nostro progetto di vita e sia più semplice raggiungerlo, un obiettivo deve concorrere al nostro benessere generale. Tutto ciò che percepiamo come lontano dai nostri interessi o limitanti, che sottraggono tempo ad altre cose che ci interessano o che ci costringono a rinunciare a qualcosa che ci fa star bene, rimarrà nella lista senza venire seguito e ci farà sentire frustrati a fine anno, quando ci accorgeremo che, nemmeno questa volta, abbiamo portato a temine quel particolare proposito.  Ovviamente alcuni riguardano cose che “dovremmo” fare per la nostra salute, come perdere peso se siamo in sovrappeso o smettere di fumare. Ma dovremmo anche volerlo noi, non solo chi ci sta accanto e si preoccupa, giustamente, della nostra salute.

REALIZZABILI
Dobbiamo poi considerare quali propositi sono realmente realizzabili. Come nell’esempio di prima, per correre la Maratona di New York serve allenamento, ma se non abbiamo tempo da dedicargli né le condizioni fisiche per poterlo fare, forse è più opportuno non inserirlo nella lista dei propositi di quest’anno e lasciarlo, al momento, tra i sogni da realizzare in futuro. Perché un obiettivo sia realizzabile dobbiamo considerare il tipo di impegno che ci richiederà, in termini di tempo, di soldi, di organizzazione della giornata. Può essere realizzabile l’obiettivo di andare al cinema 1 volta al mese, ma non magari quello di andarci tutte le settimane (per gli impegni professionali e l’organizzazione familiare, per il bilancio economico ecc.).

POCHI MA BUONI
Ora che abbiamo selezionato i propositi che ci interessano e che sono realizzabili, scegliamone solo alcuni, focalizzandoci su ciò che vogliamo ottenere. Avere troppi obiettivi da perseguire ci fa disperdere energie, aumentando lo stress e la fatica e quindi anche la probabilità di abbandonarli nel corso del tempo. In base al tipo di obiettivo, potrebbero essere 3 di quelli che necessitano di un impegno a lunga durata, come perder peso o imparare una nuova lingua, o di più se riguardano obiettivi più contenuti, come andare al cinema 1 volta al mese o leggere almeno 6 libri durante l’anno.

SEMPLICI, PRECISI E MISURABILI
È anche necessario che siano specifici: “Perdere peso” o “Essere più felice” sono obiettivi molto ampi e generici. Dobbiamo quindi domandarci che cosa esattamente significa per noi. È diverso voler rientrare nei jeans pre-gravidanza perdendo 5 chili o ridurre il proprio peso di 20 chili, così come “essere più felici” potrebbe avere molti diversi significati. Avere relazioni sociali migliori? Conoscere persone nuove? Trovare più occasioni/situazioni/cose che ci facciamo stare bene? Dovremo quindi individuare obiettivi semplici e precisi: per essere più felice potremmo voler migliorare le nostre relazioni sociali, quindi potremmo voler uscire con gli amici più spesso. A questo punto dovremo quantificare questo “più spesso”, per esempio 1 volta a settimana. Oppure potrebbe trattarsi di fare cose che ci fanno stare bene, come andare al cinema o a teatro 1 volta al mese, come nell’esempio sopra.

LE TAPPE INTERMEDIE
Ora che abbiamo un obiettivo specifico e realizzabile e il nostro traguardo è chiaro, dobbiamo individuare le tappe intermedie. Come fare? Pensiamo a tutto ciò che sarà necessario compiere per arrivare all’obiettivo finale e segniamoci i passi che dovremo compiere. Per alcuni è utile scomporre l’obiettivo in compiti specifici, facendo una task-analysis, partendo dal primo passo da compiere; per altri è più efficace immaginare l’obiettivo finale e procedere a ritroso, per altri ancora può essere più funzionale ordinarli dopo averli segnati tutti. Qualsiasi sia il metodo che riteniamo più efficace, individuare delle tappe intermedie da raggiungere ci rende più semplice perseverare nell’impegno perché ci consente di mantenere alta la motivazione e di sentirci auto-efficaci. E concediamoci di festeggiare il raggiungimento dei traguardi intermedi, premiamoci e godiamone. Siamo stati bravi!

PONIAMO UNA DEADLINE
Quindi, obiettivi precisi (uscire 1 volta a settimana, perdere 10 chili) e con traguardi intermedi (chiamare ogni giorno un amico/conoscente diverso; perdere 2 chili al mese) li rende più facilmente verificabili (“Questo mese sono riuscito a uscire 1 volta ogni settimana?”, “Questo mese sono riuscito a perdere 2 chili?”). Inoltre, dovremo darci una deadline, una scadenza in cui raggiungere l’obiettivo finale:  per esempio riuscire a uscire 1 volta a settimana entro agosto, perdere 10 chili in 6 mesi ecc. Questo ci permette di mantenere l’impegno che ci siamo prefissati senza perdere la motivazione (e a volte la speranza) di raggiungerlo non vedendo mai risultati concreti.

METTIAMO IN CONTO GLI INSUCCESSI
Durante il percorso dobbiamo anche mettere in conto che ci saranno degli insuccessi, degli intoppi, delle “cadute”. È infatti inevitabile che qualcosa non vada esattamente come abbiamo previsto. Mettere in pratica ciò che abbiamo pianificato non è semplice, ci vuole costanza e impegno e sono molti gli ostacoli che possiamo incontrare. Non facciamoci abbattere: usiamo la battuta d’arresto come segnale che quanto abbiamo previsto non era del tutto adatto o realistico e che quindi è necessario adattare solo un po’ il nostro percorso, facendo dei piccoli aggiustamenti ai nostri sotto-obiettivi. Se non siamo riusciti a perdere 2 chili in un mese perché il nostro programma di dieta ed esercizio fisico era troppo duro e restrittivo, possiamo modificarlo, riducendo il sotto-obiettivo a 1 chilo al mese e modificando la dieta, per esempio prevedendo un giorno alla settimana in cui possiamo mangiare pizza e dolci senza sentirci in colpa. L’insuccesso ci mostra come è più opportuno modificare il nostro “piano”, rendendolo più funzionale alle nostre esigenze e soprattutto non punitivo, così che non vada a intaccare il nostro benessere generale.

CONDIVIDIAMO I BUONI PROPOSITI
Condividere con qualcuno la nostra lista di buoni propositi ci aiuta a mantenerli. Che sia un parente, il proprio compagno/a, un amico/a, un collega, poter parlare dei nostri obiettivi e del percorso che stiamo facendo può sostenerci nei momenti di difficoltà, ricordarci l’obiettivo finale, fornendoci lo stimolo a perseverare, supporto e incoraggiamento. Inoltre ci permette di festeggiare i piccoli traguardi raggiunti, dandoci la possibilità di prenderci il merito di quanto fatto e di sentirci soddisfatti!

 

Cosa ne dite, proviamo a stilare la lista di buoni propositi per il 2020?

 

di Paola A. Sacchetti