La comunicazione nella famiglia affettiva

Per comunicare bene con gli adolescenti di oggi bisogna riconoscere la complessità della loro crescita e del modo in cui è intesa di questi tempi. Lontano dal controllo e dalle sanzioni, verso un incoraggiamento delle potenzialità del ragazzo

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Trascorsa l’infanzia, nel traghettare verso la preadolescenza prima e l’adolescenza poi, ogni famiglia fa i conti con la metamorfosi del figlio e dell’intero assetto famigliare. Il corpo, la mente, l’idea di sé, le relazioni con i pari, i propri valori e il rapporto con i genitori sono un coacervo di trasformazioni. Nel migliore dei casi inizia la stagione delle bugie, delle porte chiuse, della negoziazione delle regole, dei silenzi criptici, dei social loquaci. È il tempo degli amici, dell’amore e di quegli argomenti, come la sessualità, che i genitori hanno tanta premura a trattare. «Con noi non parla più come faceva prima», commentano molti dei genitori convocati nei primi colloqui. Uno dei temi ricorrenti riguarda la sensazione di essere sprovvisti di un modello di genitorialità di riferimento che sia sintonico con l’adolescente odierno. «Ai nostri tempi era tutto diverso. La rigidità che ha funzionato con noi, con loro non funziona», osservano ragionevolmente i genitori che richiedono un aiuto nella relazione con il figlio. Per provare a dar senso a quelle che possono essere alcune delle difficoltà di comprensione nella relazione e nella comunicazione con i propri ragazzi è importante avere in mente chi sono gli adolescenti odierni, cosa e come comunicano, in quale contesto sociale e famigliare sono cresciuti, e quali cambiamenti sono avvenuti.

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Questo articolo è di Carmen Giorgio ed è presente nel numero 285 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto