Dare per ricevere

Il modo migliore per ottenere è dispensare. Una cosa che è difficile far capire all’ottusità egoistica.

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Da secoli si dibatte se sia migliore una vita vissuta attraverso rinunce e sacrifici o una consumata da atti di cui ci sentiamo in colpa. Nel primo caso abbiamo una visione filosofica in linea con la tradizione cattolica, nell’altro una prospettiva che enfatizza l’espressione del singolo e di una logica del vantaggio economico anche a danno dell’altro. È chiaro che chi si allinea al primo punto di vista ritiene piena una vita di astinenza da comportamenti immorali, mentre chi aderisce al secondo pensa che la rinuncia alle sue personali conquiste sia la peggiore delle colpe con cui poter fare i conti. I due opposti filosofico-esistenziali sembrano inconciliabili, ma, come cercherò di mostrare in queste righe, in realtà lo sono soltanto se si concepisce un mondo manicheista regolato dal conflitto tra gli opposti.

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Questo articolo è di Giorgio Nardone ed è presente nel numero 284 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui