Vendicarsi o perdonare, quando si subisce un torto sul lavoro?

Virtù e limiti di due atteggiamenti opposti, rispetto a uno sgarbo ricevuto sul luogo di lavoro.

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«Ho un collega che non sopporto più. Non solo è pigro, egocentrico, improduttivo e, peggio ancora, non smette mai di parlare, ma spesso è invadente e si mette al centro dell’attenzione di fronte ai capi. Preleva le cose dalla mia scrivania senza chiederle, persino lo yogurt dal frigo comune scompare spesso. Ha il vizio di prendere in giro con sarcasmo gli altri o li svaluta, direttamente o dietro la spalle, suscitando malcontento nell’ufficio. Di recente ha tradito la mia fiducia facendo passare per sue le idee di un mio progetto e prendendosi sfacciatamente gli elogi per meriti non suoi. Ora basta con questi torti. Sono indignato e non vedo l’ora di rendergli pan per focaccia».

Questo è un esempio di condotte che violano la qualità e i confini delle normali relazioni interpersonali. Sono frequenti nei contesti di lavoro poiché i rapporti quotidiani con i colleghi e i superiori diventano facili occasioni di incomprensioni, sgarbi, piccoli soprusi e contrasti non esplicitati, che possono portare a sentimenti di frustrazione e percezioni di ingiustizia. Pur essendo trasgressioni minori e poco appariscenti (se non agli occhi dei diretti interessati), alla lunga incrinano il clima psicosociale e possono costituire il terreno di coltura per forme più gravi di devianza relazionale, come la violenza interpersonale, l’harrassment (le molestie), il bullismo, i furti ecc.

Tali forme, comunque, sono in grado di provocare il risentimento, cioè uno stato d’irritazione ripetuto nel tempo che spinge a rivivere i torti che hanno innescato le prime reazioni emotivamente disturbanti. Questo stato d’animo può manifestarsi con gradi diversi di indignazione, astio, rabbia, ansia, senso di impotenza e sfiducia negli altri, e soprattutto attivare desideri di rivalsa. Le relazioni di lavoro intrise di risentimento possono interferire con la qualità delle prestazioni e la produttività soprattutto quando le persone devono lavorare in modo interdipendente. 

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Questo articolo è di Guido Sarchielli ed è presente nel numero 271 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto