Tradimenti seriali

«Chi tradisce una volta tradirà di nuovo»: cliché, detto popolare, pregiudizio? Dai risultati dello studio coordinato da Knopp sembra che non si tratti solo di un detto, ma che ci sia un fondo di verità. Se il partner è stato infedele in passato, è molto probabile che tradirà anche il nuovo partner. 

tradimenti seriali.jpg

Nonostante le ricerche sui predittori dell’infedeltà nei rapporti di coppia siano numerose, nessuno studio aveva ancora indagato l’infedeltà in una relazione precedente come fattore di rischio in un rapporto amoroso successivo.

Per verificare se si trattasse o meno di un predittore, i ricercatori hanno seguito per 5 anni 484 persone coinvolte in relazioni sentimentali, chiedendo loro ogni 4-6 mesi se fossero state infedeli al proprio partner o se sospettassero di essere state tradite, definendo il tradimento come «avere rapporti sessuali con un’altra persona diversa dal proprio partner».

I risultati dello studio hanno evidenziato che il 44% dell’intero campione è stato infedele al partner e che la probabilità di tradire è stata 3 volte maggiore per chi era già stato fedifrago in una relazione passata, rispetto a chi non lo era stato. Questo confermerebbe, perciò, che chi tradisce una volta è portato a farlo ancora. 

È poi emerso che le persone che sapevano di essere state tradite in precedenza, avevano il doppio delle probabilità di segnalare un tradimento, come se fossero diventate più abili nell’individuare i segnali nel comportamento del partner.

Chi invece ha sospettato nella relazione precedente di essere stato tradito senza però averne avuto conferma, manifesta una mancanza di fiducia e un sospetto di infedeltà 4 volte superiori a chi non ha dubitato del partner.

La ricerca afferma quindi che il lupo perde il pelo ma non il vizio, per usare un altro detto popolare, e che l’infedeltà precedente è un importante predittore di infedeltà in una nuova relazione.

Tuttavia, gli autori ammettono che sono necessari ulteriori studi, perché il campione era piccolo, e che questi dati non tengono adeguatamente conto delle “coppie aperte”, in cui i rapporti sessuali con altre persone sono ammessi o tollerati.

Rimane uno spunto interessante per comprendere meglio le dinamiche relazioni di coppia e l’infedeltà, sollecitandoci a porre un po’ di attenzione ai campanelli d’allarme che potremmo cogliere con un nuovo partner, peraltro senza dimenticare che non possiamo conoscere il futuro e come una persona si comporterà.

 

Riferimento bibliografico

K. knopp, S. scott, L. RitchiE, G. K. RhoadEs, H. J. maRkman, S. M. stanlEy (2017), «Once a cheater, always a cheater? Serial infidelity across subsequent relationships», Archives of Sexual Behavior, doi: 10.1007/s10508-017-1018-1.

Questo articolo è di Paola A. Sacchetti ed è presente nel numero 264 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto