Totò, Cialdini e i principi della persuasione

Il contesto e la dinamica comunicazionale quanto ci influenzano, inducendoci a fare cose che in un’altra situazione non faremmo?

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«Permette? Cavaliere Ufficiale Antonio Trevi». Una semplice battuta, due attori, una situazione e, come spesso accade, un sistema che dirige gli attori implicati nella situazione. Scene come quella della Fontana di Trevi si ripetono, cambiano gli attori, cambiano il contesto e il sistema che ne organizza e struttura le dinamiche, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: dirigere il comportamento del povero ignaro di turno verso un obiettivo che non necessariamente porta vantaggi all’ignaro passante, anzi. Spesso gli automatismi si attivano in particolari situazioni, per esempio quando non abbiamo il tempo di analizzare i diversi aspetti positivi e negativi che una firma su un contratto può comportare. È così che si attivano le euristiche di pensiero, come delle scorciatoie che la nostra mente preferisce percorrere, o è costretta a percorrere, giungendo così con pochi passi verso mete non sempre auspicabili. (CONTINUA SULLA RIVISTA...)

Questo testo è tratto dall'articolo di Philip Zimbardo
presente nel numero 261 della rivista.
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