Pensavo fosse realtà invece era marketing

Forse i nostri pensieri e le nostre azioni sono solo il prodotto del marketing. In questo caso, che fare per pensare con la nostra testa?

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In questi ultimi tempi, seguendo alcuni avvenimenti di cronaca, mi sono trovato a fare alcune riflessioni su concetti che a prima vista sembravano scontati, ma che invece a una seconda analisi io ritengo importanti. Tanto da volere scrivere il presente articolo. In questa rubrica, come sai, parlo di marketing. O, meglio, di come il marketing, e la psicologia che lo guida, influenzino e si rapportino con la nostra vita. In altri contributi ho parlato di come, spesso, il marketing sia nascosto. Oppure di come sia indispensabile. O di come ci faccia agire senza che ce ne rendiamo esattamente conto. Perciò questa rubrica potremmo definirla “dietro le quinte del marketing: come influenza la nostra vita”. E tuttavia le riflessioni che ho fatto di recente vanno oltre.

«E se il marketing non esistesse?». Ammetto che questa domanda è un po’ ambigua, ma l’ho scritta così volutamente. È un artificio retorico che ho usato per suscitare curiosità nella tua lettura e portarti a leggere quanto sto per dirti. Se avessi scritto la domanda completa, non sarebbe stata altrettanto efficace. Ma ora è il momento di scriverla, la domanda completa: «E se il marketing non esistesse come elemento separato dalla vita? Se la vita fosse essa stessa, fondamentalmente, marketing?».

Wow.

 

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Questo articolo è di Marco De Veglia ed è presente nel numero 277 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto