Migliorare il lavoro con spinte gentili

Un criterio sempre più funzionale per indurre cambiamenti di abitudini o di modalità strutturali nelle organizzazioni è quello del nudging: piccole migliorie informative e nell’ambiente fisico dell’azienda che di fatto stimolano con discrezione i lavoratori a mettere in atto il comportamento voluto.

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«Nell’azienda dove lavoro si vorrebbero migliorare i rapporti fra il reparto vendite e quello del magazzino perché ci sono stati troppi inconvenienti nel flusso delle informazioni e ritardi nelle consegne… Si parla poco tra noi anche se lavoriamo nello stesso edificio e spesso è capitato che ognuno rinfacciasse all’altro le colpe della situazione. Così i manager ci fanno fare un corso di formazione per cambiare il modo di lavorare e far capire a tutti i rischi di una collaborazione inefficiente… ma risultati non se ne sono ancora visti. C’è qualche altra strada per risolvere questo tipo di situazione?».

Per questo cambiamento organizzativo si è scelta una delle 3 classiche strategie manageriali: quella di informare e far riflettere sugli obiettivi generali tramite la formazione. Le altre sono: a) imporre obblighi e regole più stringenti (con relativi controlli e sanzioni); b) coinvolgere i dipendenti nel processo di cambiamento non solo ascoltando le loro argomentazioni a favore o contro, ma stimolando proposte per orientare le scelte finali.

Ciascuna strategia ha pregi e difetti. La via autoritaria è rapida, ma spesso provoca condotte controproduttive e conflittuali; la via formativa produce cambiamenti di atteggiamento sul lungo termine, ma nella pratica si scontra con gli obiettivi quotidiani delle persone (per esempio, non modificare le routine o i carichi di lavoro). In generale, le tendenze manageriali più moderne sembrano privilegiare approcci psicosociali partecipativi poiché in tal modo i lavoratori accolgono più facilmente argomenti a favore del cambiamento e si sentono più bendisposti ad accettarlo.

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Questo articolo è di Guido Sarchielli ed è presente nel numero 268 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto