Le nuove forme di sessualità non convenzionale

Come si possono inquadrare le varie tipologia di coppia odierne, alla luce dei cambiamenti di relazionalità sessuale avvenuti nel segno di un diverso concetto di trasgressione?

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Negli ultimi anni si è osservato un importante cambiamento all’interno delle dinamiche di coppia. Quello che socialmente viene individuato come “normale”, tradizionale, e che appartiene alla dimensione stereotipica dell’intimità fra due persone sembra essere messo in discussione da alcune nuove forme di relazionalità. Una relazionalità che pone l’obiettivo all’interno di un nuovo modello dove l’esperienza erotico-sessuale è svincolata dalla classica conoscenza procreativa

La sessualità delle non monogamie etiche può rappresentare la nuova frontiera del piacere. Un piacere che si orienta all’interno dell’individuo e che dallo stesso prende forza abbattendo i tabù della sessualità. Il concetto di orientamento delle nuove relazioni sessuali non appartiene necessariamente a quello di tipo erotico-sessuale (etero/bi- e omoerotico), bensì a tutte quelle nuove tendenze di tipo intimo-erotico-relazionale che mettono al primo posto il piacere.

Un piacere che a volte rischia di essere visto, da una società ancora troppo giudicante, come espressione egoistica ed edonistica dell’essere umano, dove è facile identificare il pericolo associato a un tratto narcisistico e agli aspetti più clinicamente complessi dei disturbi parafilici, cioè quelli che fino al secolo scorso erano chiamati “perversioni”.

Al riguardo, per descrivere le diverse forme di orientamento relazionale è necessario inquadrare i nuovi modelli d’intimità all’interno di un continuum che permetta di osservare in modo chiaro, corretto e non giudicante l’esperienza del piacere sessuale. Grazie al modello del continuum (da me ideato in Quattrini, 2015), trasgredire dev’essere inteso come espressione di novità erotica, sperimentazione dei reali e impliciti bisogni personali integrati al concetto più semplice di normatività e a quello più complesso di parafilia.

Osservare la sessualità da questo punto di vista consente di conoscere il proprio piacere e quello del partner, allontanando la risposta sessuale dall’espressione più meccanica dell’esperienza orgasmica. Insomma, un inedito punto di vista che dà modo ai nuovi orientamenti relazionali di confluire all’interno di un’estensione più fluida, dove peraltro non mancano regole precise, così da rappresentare l’erotismo in termini multidimensionali.

INTIMITÀ, SESSUALITÀ E RELAZIONALITÀ

La coppia è un “sistema sociale” definito dalla comunicazione (Luhmann, 1984). I partner, così come ci vengono erroneamente presentati dal contesto sociale di riferimento, non sono due individui che sperimentano il proprio stare insieme dalla semplice vicinanza, dai “legami” e dai vincoli più o meno socialmente riconosciuti, bensì uomini e donne che, all’interno della coppia, confermano costantemente la loro omeostasi relazionale: il loro stare insieme sulla base di ciò che “includono” o “escludono” nella loro comunicazione, nel loro modo di raccontarsi ed esprimere sé stessi.

La relazione sentimentale e sessuale si sorregge su quello che è realmente comunicato oppure omesso. Nella maggior parte dei casi, il linguaggio fra i partner è responsabile del buon andamento della relazione intimo-sessuale. Ecco perché la monotonia e la routine dell’esperienza intimo-erotica sono da considerarsi l’anticamera della separazione, spesso anticipata da pericolosi tradimenti.

Cosa si cela dietro la difficoltà degli individui sulla non comunicazione? Quante modalità di non comunicazione possiamo individuare? Certamente, la non comunicazione è l’espressione di costanti e quanto mai inconsapevoli stereotipi socioculturali, espressione di una cultura in generale, ma anche della stessa cultura della coppia.

Clement (2004) sostiene due possibili modalità di non comunicazione, o, come preferisce chiamarle, “(ex)comunicazione”: una forma attiva e una forma passiva. La forma attiva è strettamente correlata a un divieto che spesso è implicito all’interno della coppia, un doppio nodo con i tabù e gli stereotipi sociali. Alcuni esempi: non tradirsi, non usare violenza all’interno della sessualità. Questi aspetti fanno sì che i partner, pur non comunicandosi tali contenuti, sentano il dovere di rispettare tali divieti, attribuendo loro il concetto di “valore”.

La forma passiva della non comunicazione, invece, riguarda tutti quei contenuti che non sono interessanti, o che comunque sono considerati inconsueti dalle caratteristiche specifiche della personalità dei singoli partner. Alcuni esempi sono il non fare sesso con gli animali, il non praticare lo scambismo, insomma non trasgredire. Questa esperienza è da considerarsi una comunicazione di tipo passivo perché i partner, pur non comunicandosi i divieti, ritengono il loro contenuto superfluo, d’implicito comune non interesse.

Questi due aspetti della non comunicazione all’interno della coppia possono essere espressione consapevole o inconsapevole dei singoli partner. In entrambi i casi, non solo rimane un non detto, ma, se cosciente, esso rinforzerà nel tempo disfunzionali elementi relazionali e sessuali. 

Nelle coppie dove è presente una non monogamia etica, la comunicazione delle proprie fantasie e desideri, spesso tipici di una dimensione trasgressiva della sessualità, rappresenta invece la svolta di un legame più equilibrato e al contempo consolidato.

STILI SESSUALI E ORIENTAMENTI RELAZIONALI

Ogni essere umano è sessualmente diverso, e non solo per le caratteristiche legate al genere. Le esperienze familiari, sociali e culturali permettono in fase evolutiva un’integrazione con gli elementi costituzionali: l’esperienza e l’apprendimento sono il terreno fertile su cui si decide una risposta fondamentale dei comportamenti dell’essere umano.

Ogni individuo può quindi essere inquadrato all’interno di un particolare stile relazionale, che, in linea con il possibile orientamento del comportamento sessuale (preferenza specifica del proprio modo di vivere la sessualità), consentirà l’orientamento verso un partner sessuo-specifico.

Gli stili relazionali della coppia hanno una radice storica all’interno della psicologia evolutiva, e nello specifico nella teoria dell’attaccamento di John Bowlby e nelle successive ricerche di Mary Ainsworth e di Mary Main. McCarthy e McCarthy (2009) hanno inquadrato 4 possibili stili relazionali d’orientamento del comportamento sessuale adulto che, all’interno della relazione di coppia, promuovono non solo la scelta di un certo “tipo” di partner, ma anche la possibilità di sperimentare (più o meno consapevolmente) caratteristiche emotive e relazionali (positive/negative), modalità di comunicazione (funzionali/disfunzionali), quindi un certo tipo di comportamento sessuale (desiderio, piacere e soddisfazione orgasmica).

Gli stili relazionali sono rappresentati dalla:

a. coppia complementare; 

b. coppia che minimizza il conflitto (coppia tradizionale);

c. coppia dei “migliori amici”;

d. coppia emotivamente espressiva.

La possibilità di riconoscere il proprio stile relazionale di coppia, come riportato dagli autori succitati, può dar modo di migliorare le proprie potenzialità in ambito individuale ed erotico-sessuale, favorendo l’esperienza di cambiamento. Inoltre, può aiutarci a identificare non solo stili sessuali e orientamenti relazionali di tipo “tradizionale”, ma anche quelli appartenenti alla sfera della trasgressione. Come rilevato anche da Metz e McCarthy (2007), la coppia deve garantirsi almeno un «sesso sufficientemente buono», ove l’esperienza erotico-sessuale conceda la possibilità di non cadere in aspetti disfunzionali, di allontanamento (separazione) e di malessere.

LO STILE DI COPPIA COMPLEMENTARE

Probabilmente si tratta della coppia più “comune”, nel senso che la maggior parte degli individui, anche senza accorgersene, si concede la possibilità di incontrare nel partner aspetti, elementi e caratteristiche comportamentali ed emotivo-espressive di bilanciamento. In questo stile di coppia le dinamiche riferite al dominio/potere dei partner sono in equilibrio e il rispetto è alla base della relazione e della ricerca di una moderata intimità.

La non staticità di tale stile è particolarmente importante. La possibilità di incontrare un partner che sia totalmente complementare garantisce un certo equilibrio iniziale, ma non l’assoluta certezza che esso si manterrà per tutta la vita. I partner dello stile complementare sembrano gestire al meglio i conflitti e gli scontri, affrontandoli nello stesso momento in cui si esprimono e manifestano. La complementarità consente una comunicazione efficace e funzionale nei tempi e nelle modalità di ascolto. Questo stile relazionale è tipico delle coppie complici anche nella trasgressione sessuale. Il rispetto e le regole appartenenti al gioco erotico della coppia permettono una complementarità che allontana i pericoli della gelosia. La coppia aperta, ma anche tutte le esperienze di non monogamia etica, appartiene a questo tipo di orientamento relazionale.

LO STILE DI COPPIA CHE MINIMIZZA IL CONFLITTO (COPPIA TRADIZIONALE)

Questo stile di coppia è rappresentato dalla relazione socialmente definita “tradizionale”: la più stereotipata. In riferimento al contesto socioculturale di appartenenza, i partner si uniscono formando delle relazioni di coppia basate essenzialmente su precisi ruoli di genere consolidati. Il maschio di solito è responsabile del ruolo di gestione familiare ed è visto, sia dalla moglie che dagli altri membri del nucleo familiare, come capofamiglia. Le donne rivestono invece esclusivamente il ruolo di casalinga, e anche se impegnate per necessità familiari in esperienze di tipo professionale sono comunque responsabili pressoché “uniche” del lavoro domestico e della cura della casa e dei figli.

La dinamica di coppia ruota attorno ai temi “accoglienza” e “sicurezza” e le emozioni hanno un ruolo estremamente ridotto, soprattutto in riferimento all’esperienza espressivo-comunicativa. La sessualità è vista come statica e spesso associata ad aspetti pratici. Nel maschio la priorità di sfogare la propria istintualità e nella donna la responsabilità della maternità forniscono un duplice aspetto che pone in un equilibrio “precario” la dinamica della relazione. A favore di questo aspetto si configura la scarsa educazione sessuale, in linea con gli stereotipi e i tabù della sessualità che favoriscono la preferenza costante e continua di ruoli di genere sessuale di tipo tradizionale.

Questo stile di coppia vive costantemente aspetti di tipo relazionale che non favoriscono la comunicazione, anzi essa viene regolarmente rimpiazzata dalla minimizzazione del conflitto: il confronto è costantemente evitato.

Spesso anche l’enfasi di matrice religiosa può accompagnare questo tipo di coppia verso l’ignoranza in tema d’intimità ed erotismo, come per esempio nella coppia bianca: una coppia, cioè, che rispettando alcune regole di base sociale evita di sperimentare la sessualità prima del matrimonio, rifuggendo qualsiasi informazione erotico-sessuale.

La prima notte di nozze questa tipologia di coppia, pur desiderando la complicità sessuale, resta vittima appunto dell’ignoranza che condurrà i partner a non sperimentare il rapporto coitale. Rapporto che resterà a lungo invischiato fra dubbi e difficoltà, mai sperimentato. Spesso coppie del genere giungeranno in consultazione poiché desiderose di una gravidanza, che però non arriva proprio perché la sessualità completa non è messa in atto.

LO STILE DI COPPIA DEI "MIGLIORI AMICI"

La relazione di questi partner è molto intima. Essi vivono costantemente la relazione come esperienza di reciprocità e condivisione. I ruoli e le responsabilità sono distribuiti equamente e i partner si percepiscono come vicini e sicuri. La vicinanza è stabilita non solo dalla costante presenza dei membri della coppia in momenti particolarmente importanti della vita, ma anche dalla comunicazione vissuta in modo empatico, chiaro ed efficace. 

I partner si identificano come protetti reciprocamente e sicuri dell’aiuto che possono mutuamente darsi e ricevere nei momenti identificati come più significativi. Spesso si convincono che una maggiore intimità possa rappresentare anche una migliore attività sessuale. A volte, però, entrare in una dimensione confidenziale potrebbe rendere troppo “amicale” il partner e quindi azzerare l’elemento erotico.

L’intimità intesa come complicità amicale all’interno della coppia è un elemento importante, che deve rispettare un certo equilibrio e non una regola precisa della coppia. Essere complici può voler dire anche lasciare al partner momenti di individualità, invece che di condivisione costante e bisogno di fare tutto insieme. Al riguardo, l’esempio della relazione cosiddetta poliamorosa.

Nella triade poliamorosa, la donna vive un’intimità, un’affettività e una sessualità con due uomini, i quali ricambieranno in piena complicità e armonia senza necessariamente sperimentare un’intimità fra di loro. Un altro esempio può essere quello dei friend with benefit, definiti anche “trombamici”, dove l’amicizia si apre alle relazioni sessuali senza con ciò rischiare di rovinare il rapporto amicale che ne sta alla base. Ultimo esempio di questo stile relazionale può essere quello della coppia asessuale: una coppia che vive l’esperienza intima all’interno di una dimensione di puro ed esclusivo romanticismo.

Come vediamo, dunque, malgrado le mille sfaccettature la relazione tra “migliori amici” può riservare differenti esperienze intime erotico-sessuali.

LO STILE DI COPPIA EMOTIVAMENTE ESPRESSIVA

Le emozioni spesso difficili da gestire all’interno delle coppie rappresentano le risorse e i limiti dei partner. Per questo stile relazionale le emozioni sono un vero pericolo. Solitamente, l’esperienza emotivo-espressiva viene a rappresentarsi come responsabile delle incomprensioni e delle chiusure, come pure dei momenti d’incontro e di feeling erotico-sessuale, tipiche e tipici delle dinamiche di coppia. 

È lo stile relazionale sessuale più instabile e allo stesso tempo più eroticamente coinvolgente. I partner non condividono l’intimità di tipo “amicale”, bensì si concedono di esprimere maggiormente gli aspetti emozionali. L’esperienza della comunicazione è sovente ricca nei contenuti verbali, ma più consistente e intensa nel linguaggio del corpo: i partner si divertono a intraprendere un dialogo basato sulla sensorialità.

È frequente che tali coppie inclinino alla condivisione della curiosità in campo erotico-sessuale, usando la sessualità per riparare eventuali incomprensioni emotivo-relazionali apparse dopo specifici conflitti. Un esempio si ha quando la coppia utilizza la sessualità per ritrovare creativamente la propria intimità in perfetta complicità, come nelle feste o nei laboratori BDSM. Mettere in gioco un piacere trasgressivo, complice, sicuro e allo stesso tempo “forte” può allontanare incomprensioni e far recuperare l’intimità perduta.

 

IN CONCLUSIONE

Ogni coppia può ritrovarsi più o meno all’interno dei 4 stili descritti e recuperare da ognuno elementi funzionali, evitando di promuovere uno stile di vita sessuale mediocre, stereotipato e poco soddisfacente. L’idea di motivare una relazione dove la sessualità sia orientata a un modello di sesso sufficientemente buono “normativo-trasgressivo” è alla base della possibilità di incoraggiare le coppie a una loro intimità e a un significato erotico positivo e realistico. La possibilità di identificare e comprendere quali possano essere le risorse e gli svantaggi associati ad ogni stile relazionale di nuova coppia può promuovere una psicologia del cambiamento.

Il sesso è integrato nella vita quotidiana dei partner e la stessa quotidianità è inserita nella loro vita erotica così da creare lo stile sessuale unico di quella coppia. Promuovere un’educazione sessuale per adulti può quindi non solo permettere di migliorare gli aspetti disfunzionali affettivo-intimo-relazionali e sessuali, ma soprattutto incoraggiare una “pedagogia” della sessualità e della coppia responsabile del proprio benessere.

 

Riferimenti bibliografici

Clement U. (2004), Terapia sessuale sistemica (trad. it.), Raffaello Cortina Editore, Milano, 2010.

Luhmann N. (1984), Sistemi sociali: fondamenti di una teoria generale (trad. it.), Il Mulino, Bologna.

McCarthy B. W., McCarthy E. (2009), Discovering your couple sexual style, Routledge Taylor & Francis Group, New York-London.

Metz M. E., McCarthy B. W. (2007), «The good-enough sex model for couple sexual satisfaction», Sexual and Relationship Therapy, 22 (3), 351-362.

Quattrini F. (2015), Parafilie e devianza. Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale atipico, Giunti, Firenze.

Questo articolo è di Fabrizio Quattrini ed è presente nel numero 268 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto