Le nuove famiglie

Sono sempre più diffuse forme alternative di famiglia, con o senza figli. E la società risulta averle ormai accettate. 

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Cos’è una famiglia normale? Quali sono le sue caratteristiche? Quali i criteri che possono indicare gli aspetti sani o disfunzionali di un nucleo familiare? Ecco alcuni dei quesiti che tutti coloro che si sono avvicinati allo studio, alla ricerca o all’intervento clinico con le famiglie si sono certamente posti e ai quali difficilmente viene data una risposta univoca.

La definizione che in campo scientifico ha messo d’accordo tutti è stata proposta dalla studiosa americana Froma Walsh, la quale afferma che la famiglia normale è quella che presenta un “buon funzionamento”, ovvero che si rivela capace di riorganizzarsi a seguito di ogni evento critico che incontra durante il suo ciclo vitale, riuscendo a trovare un nuovo equilibrio relazionale atto a consentire a tutti i suoi componenti di affrontare in maniera sana la nuova fase che inizia (Walsh, 1995). 

Per osservare e riflettere sui cambiamenti familiari non possiamo non partire dai mutamenti che hanno investito innanzitutto la coppia, intesa come punto nevralgico dell’intera impalcatura familiare (Andolfi, 2003): molte delle attuali tipologie familiari scaturiscono infatti dalle trasformazioni di precedenti forme relazionali che danno vita e impulso ad altre configurazioni, ove gli elementi distintivi sono legati alla discontinuità e alla precarietà dei legami, alla disgiunzione di funzioni fino ad oggi ritenute intrinseche l’una all’altra (genitorialità e coniugalità), a mancate transizioni che non determinano più blocchi o stalli bensì incastri relazionali alternativi (Bastianoni e Taurino, 2007).

Proviamo allora a delineare le peculiarità e le principali caratteristiche di alcune delle nuove “forme del vivere insieme” (Salerno, 2010).

 

LE FAMIGLIE RICOSTITUITE FRA APPARTENENZA E SEPARAZIONE

La prima alla quale vogliamo dare attenzione è la cosiddetta famiglia ricostituita, ossia quel nucleo composto da una coppia nella quale almeno uno dei partner (spesso entrambi) ha già avuto una precedente unione dalla quale sono nati dei figli. Quella ricostituita, pur rientrando tra le nuove forme familiari, è una famiglia che, in un certo senso, tutti conosciamo sin dalla nostra prima infanzia: rientrano in questa categoria, infatti, le famiglie delle protagoniste delle nostre fiabe più amate: Cenerentola e Biancaneve sono cresciute, loro malgrado, in famiglie nelle quali uno dei due genitori ha sposato una nuova partner iniziando una difficilissima convivenza dove i temi della rivalità, della gelosia e della sopraffazione hanno prevalso su altri.

Fortunatamente nella società attuale questa forma familiare è stata sempre più sdoganata anche dai mezzi di comunicazione; oggi non esiste fiction televisiva nella quale non siano presenti ex coniugi, nuove coppie, fratellastri e così via. È dunque frequente sentire bambini anche molto piccoli parlare di “casa di papà” o di “casa di mamma”, della “fidanzata di papà” o del “nuovo compagno della mamma”. 

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Questo articolo è di Alessandra Salerno ed è presente nel numero 268 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto