Le comunità ai tempi dei social media

Nella cultura online regnano la difficoltà di reggere il confronto con l’altro e il dilagare di un’assertività a senso unico.

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Non tutte le reti sociali sono uguali. E infatti la psicologia ha sempre differenziato le comunità – reti sociali stabili, costruite in base alla vicinanza, fisica o di interessi – dai gruppi – reti sociali dinamiche, costruite in base alla condivisione di un obiettivo comune.

Esempi di comunità sono gli studenti della stessa classe, mentre è un gruppo l’insieme di studenti che si incontra per fare una partita di basket. In pratica, mentre il gruppo ha obiettivi circostanziati e definiti nel tempo, la comunità è in grado di resistere nel tempo e spesso anche a cambiamenti spaziali.

Una delle riflessioni più interessanti su questi temi è stata proposta dal sociologo tedesco Ferdinand Tönnies. Tönnies distingue le reti sociali in comunità (Gemeinschaft) e società (Gesellschaft). A creare le comunità sono i legami forti: vincoli di sangue (famiglia e parentela), emozionali (amicizia) e di luogo (vicinato). Infatti, le comunità si basano su un rapporto reciproco e profondo che lega i partecipanti e che è fondato su una convivenza durevole, intima ed esclusiva. Il risultato è un legame che rende i membri simili fra loro e crea un vincolo permanente.

La società è invece basata su legami deboli: un gruppo di soggetti che si incontrano per motivi occasionali o strumentali – l’acquisto di beni, la fornitura di servizi e così via – e sono legati dal rispetto di una serie di principi comuni. La regola di base è quella dello scambio: le relazioni tra i soggetti non riguardano le diverse individualità, ma soltanto le loro prestazioni. Per questo, ciò che conta è la capacità dell’altro di rispettare le regole stabilite. Inoltre, appena la prestazione viene effettuata, la relazione si interrompe. 

A partire da queste riflessioni, una delle domande a cui stanno provando a rispondere gli studiosi dei media digitali è: ma di che tipo sono le relazioni sui social? A caratterizzare i social media sono 2 dimensioni.

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Questo articolo è di Giuseppe Riva ed è presente nel numero 271 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto