La trasgressione sessuale

Una carrellata di alcune delle più diffuse trasgressioni erotiche, all'insegna di una spontaneità del piacere che non ammette gratuiti divieti sociali e culturali.

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"Trasgredire” è un termine che racchiude al suo interno un concetto contrapposto, soprattutto quando la trasgressione è associata alla sessualità di un individuo che avrà difficoltà ad essere riconosciuto nel contesto sociale di riferimento.

Dal latino “transgredi”, “andare oltre, oltrepassare i limiti di ciò che è lecito”, “trasgressione” è un lemma che rimanda prepotentemente alla dialettica “normale vs. anormale”, aggettivo, quest’ultimo, che nella sessualità, in un periodo storico ancora non lontano, è stato ancorato con superficialità a “perverso”. Trasgressione, quindi, come rottura di uno schema socialmente condiviso, della regola che mantiene il controllo del fare ritenuto lecito e corretto, e dove gli individui possono ritrovare tutti il piacere dell’omologazione. 

Nella sessualità il concetto acquista un valore complesso. Colui che trasgredisce non solo irrompe prepotentemente nella dimensione dell’illecito, ma è pronto a differenziare sé stesso dagli altri. La rottura è quella ai danni dello stereotipo, e il prezzo da pagare è quello della diversità.

Come ho avuto modo di descrivere nel volume Parafilie e devianza (Quattrini, 2015), la sessualità è regolata dalle fantasie e dall’immaginazione, e il desiderio di sperimentare un certo tipo di erotismo rivela in tutti gli esseri umani una dimensione assolutamente trasgressiva. Per quanto sia ancora forte l’idea socialmente condivisa di una sessualità normativa, convenzionale, dove gli stereotipi rivelano la massima espressione di quella società, di quel popolo e delle proprie relazioni intime, esistono dei comportamenti sessuali che facilmente si discostano dalla normatività e non entrano all’interno di un più ampio concetto di disturbi parafilici. Questa area di confine è rappresentata appunto dalla trasgressione, una nozione che necessita di essere ridefinita e riformulata in quanto tipica espressione sana della dimensione erotico-sessuale dell’essere umano. 

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Questo articolo è di Fabrizio Quattrini ed è presente nel numero 271 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto