La scienza della trasgressione pianificata

Una giusta dose di derogabilità a una norma serve a rendere più praticabile il rispetto della norma stessa. 

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Trasgredire prevede un sistema di regole a cui aderire in maniera forzata limitando i propri impulsi: questo è tutto meno che naturale, perché le regole in natura non esistono, ci sono equilibri omeostatici, ma non norme a cui attenersi.

Pertanto la trasgressione nasce dalla imposizione di normative tese a regolare l’agire in linea con determinate coordinate etico-morali, o da prescrizioni da seguire in maniera osservante e aderente per giungere a uno scopo che ci si è prefissi; oppure dal pretendere da sé e dagli altri la rigida coerenza a principi ritenuti giusti.

Ciò sta a significare che il trasgredire è il prodotto dell’umano pensare e operare al fine di controllare al meglio il mondo che circonda l’uomo e il suo mondo interiore, compresi gli impulsi più primitivi.Tutta la tradizione culturale occidentale è intrisa di questo modus operandi, a sua volta prodotto dal pensiero logico-razionale e dai principi di causalità lineare.

Ma se questo tipo di filosofia e di logica ha permesso grandi progressi nella conoscenza e nella gestione della realtà, altrettanti problemi sono emersi a causa della sua rigida applicazione, soprattutto in quegli ambiti ove la coerenza, il rigido controllo e la regolazione si scontrano con quei fattori, “umani troppo umani”, per dirla con il filosofo Nietzsche, alimentati da sensazioni che non sottostanno a regole o, in questo, sospinti da emozioni non razionalizzabili.

Gli esempi più eclatanti sono le relazioni con le dinamiche del nostro rapporto con il piacere e gli affetti. Realtà, queste, sorrette da dinamiche dove la maggioranza delle volte il tentativo di controllare le proprie reazioni conduce a perdere ancora di più il controllo.

Tutte le diete funzionano, ma nessuna è efficace perché, prima o dopo, il soggetto che la applica ne perde il controllo, travolto dall’impeto a trasgredire tale ordine. Così come l’imposizione di rigide e restrittive norme di comportamento erotico fa emergere prepotenti istintualità trasgressive, tanto che si osserva come spesso dietro il moralista si celi il parafilico. Con ciò non si vogliono certo favorire il culto della sregolatezza e l’amore libero della beat generation, poiché ciò rappresenta solo l’altra faccia della stessa medaglia, bensì far notare al lettore come tutto quello che nella nostra realtà si evolve costruttivamente lo fa in virtù di piccole trasgressioni alle regole costituite.

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La scienza della trasgressione pianificata

Questo articolo è di Giorgio Nardone ed è presente nel numero 271 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto