La pensione: fine di una storia o nuovo inizio?

La conclusione dell'esperienza lavorativa non è uguale per tutti: sia per il diverso passato  - di soddisfazioni o di frustrazioni - che ci si lascia alle spalle, sia per le diverse prospettive -  di solo riposo o anche di attivazione  di nuovi impegni - che si aprono a ciascuno di noi. 

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Terminare la propria carriera di lavoro è stato spesso rappresentato come la fine di una storia personale che per alcuni è stata così ricca e appagante da desiderare di continuarla a lungo, mentre per altri si è rivelata ambivalente o deludente e sopportata con grande fatica, al punto da volersene staccare al più presto. Nonostante l’enorme (e ovvia) diversità delle storie lavorative personali, il “terminare la carriera” resta nell’immaginario collettivo come un evento conclusivo che assimilerebbe tutti i lavoratori, certificato in qualche modo dai comuni rituali di uscita per pensionamento organizzati negli ultimi giorni di presenza organizzativa di una persona. Ma è proprio così, soprattutto oggi?

In realtà, è abbastanza facile osservare una crescente variabilità nel modo di gestire il “fine lavoro”: sono assai variabili le concrete modalità di uscita dal lavoro (i tempi e l’età anagrafica di uscita, le norme e le forme assicurative); sono sempre più frequenti le uscite dal lavoro temporanee, alle quali seguono rientri più o meno sistematici nel mercato occupazionale (almeno per le professioni di maggior valore); si sta delineando un ampio quadro di attività (comprendenti il lavoro remunerato, il volontariato, le esperienze associative, l’uso programmato del tempo libero, l’esercizio fisico, il viaggiare ecc.) sulle quali molti pensionati investono le loro energie e il loro tempo per concretizzare un vero e proprio “nuovo stadio” del loro ciclo di vita. Dunque, risulta poco plausibile una visione omogenea del come finisce un’esperienza di lavoro e del cosa significhi soggettivamente andare in pensione (Wang e Shi, 2014). (...)

Questo testo è tratto dall'articolo di Guido Sarchielli
presente nel numero 264 della rivista.
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