Il tempo dell'amicizia

Per costruire un legame di amicizia con una persona occorre trascorrere tempo insieme. Sì, ma quanto? 

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Un nuovo studio condotto presso l’Università del Kansas e pubblicato sulla rivista Journal of Social and Personal Relationships ha fatto i conti: per arrivare a considerare qualcuno un amico servono almeno 100 ore di condivisione. E per un amico intimo? Il monte ore da trascorrere insieme sale a 200

Il professor Jeffrey Hall è partito dal lavoro dell’antropologo Robin Dunbar, che sostiene l’esistenza di diversi livelli di relazione (dal “conoscente” all’“amico intimo”) nonché di un limite cognitivo che determina il numero di persone che possiamo ospitare in ciascun livello. Di solito siamo più vicini a non più di 5 persone, abbiamo circa 15 “buoni amici” e circa 50 “amici”. Le varie cerchie riflettono il grado di intimità e la frequenza dei contatti. Dunbar ha scoperto che 150 è il numero totale di relazioni che i nostri cervelli sono in grado di gestire. L’obiettivo di Hall era quantificare quando tempo insieme occorreva per passare da un livello all’altro. 

In un primo studio ha chiesto a 335 adulti trasferiti da non più di 6 mesi di identificare una nuova persona che avevano conosciuto e di quantificare il numero di ore trascorse insieme nel tempo, oltre alle attività svolte. Ha chiesto loro anche di classificare la persona su una scala a 4 livelli: “conoscente”, “amico occasionale”, “amico”, “amico intimo”. Nel secondo studio ha chiesto a 112 matricole appena trasferite di nominare 2 nuove conoscenze. Poi ha misurato il tempo trascorso insieme per un periodo di 9 settimane e monitorato come la relazione si modificava. I risultati di entrambi gli studi hanno confermato che la quantità di tempo trascorso insieme era associata a un’amicizia più stretta. In particolare, erano necessarie in media circa 50 ore di interazione per passare da “conoscenti” ad “amici occasionali”, circa 100 per passare da “amici occasionali” ad “amici” e oltre 200 per diventare “amici intimi”.

Il tempo trascorso insieme, comunque, non era garanzia automatica di amicizia. Alcuni soggetti hanno riferito di avere trascorso centinaia di ore con determinate persone, senza che queste uscissero dalla cerchia dei “conoscenti”. Dunque, il modo in cui le persone trascorrevano il loro tempo insieme e ciò di cui parlavano influenzavano in modo cruciale il loro grado di vicinanza. In particolare, era il fatto di impiegare quel tempo in conversazioni personali significative e in momenti di divertimento a cementare l’amicizia. 

Molte ricerche dimostrano che l’amicizia aiuta a mantenerci fisicamente e mentalmente sani; al contrario, la mancanza di connessioni sociali può farci male alla stregua del fumo e dell’obesità. La conclusione di Hall è semplice ma importante: viviamo in un’epoca in cui abbiamo la percezione di non avere mai tempo, ma le nostre amicizie non si sviluppano soltanto volendolo. Serve investire il proprio tempo e coltivare il legame.

 

Hall J. A. (2018), «How many hours does it take to make a friend?», Journal of Social and Personal Relationships, doi: 10.1177/0265407518761225

Questo articolo è di Elettra Pezzica ed è presente nel numero 271 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto