Disturbi dell'alimentazione: Sanum edo, ergo sum

Viaggio nel mondo dell'ortoressia

L’ortoressia è l’attenzione a mangiar sano. un’attenzione che spesso degenera in ossessione, fino a divenire un vero e proprio disturbo dell’alimentazione.

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Il cibo e l’atto del mangiare hanno sempre rappresentato e continuano ancora a rappresentare in ogni cultura non solo la principale fonte di sostentamento ma anche un importante veicolo espressivo di simboli e significati, uno strumento per costruire e riconoscere l’identità di un individuo o di un intero popolo. Dunque, si può affermare che esso svolge una funzione non solo puramente vitale ma anche sociale e culturale, costituendo un motivo di affiliazione, aggregazione, condivisione e intimità. Come afferma Montanari (2007), il cibo non è da considerarsi come una res naturalis bensì come una res culturalis, in quanto in tutte le fasi che attraversa, quando si produce, quando si prepara e quando si consuma, viene investito di valori simbolici e culturali portati dall’uomo, che non si limita a utilizzarlo ma lo sceglie, lo trasforma, lo carica di significato. 

Riconosciuta e accettata la sua dimensione culturale ed espressiva, è facilmente intuibile come un anomalo approccio al cibo e abitudini alimentari aberranti possano manifestare forme di disagio psicologico, definite oggi come Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA). A tal proposito, è utile precisare che i DCA costituiscono un fenomeno patologico recente, poiché solo a partire dalla seconda metà del Novecento nel mondo occidentale il cibo ha iniziato a divenire un nemico, dando vita a una vera e propria “epidemia sociale”. I DCA rappresentano un’area di intervento clinico fondamentale per la salute e il benessere psicofisico degli individui, considerando quanto un difficile rapporto con il cibo rappresenti delle difficoltà nella relazione con il proprio corpo, con l’immagine e con la percezione che si ha di sé nel contatto con gli altri.

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Questo articolo è di Alessandra Salerno, Chiara Feminò ed è presente nel numero 277 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto