Di bene in meglio

La psicologia dovrebbe contribuire di più a diffondere le notizie positive della nostra parte di mondo.

_di-bene-in-meglio.jpg

A volte bastano poche informazioni per renderci più felici e fiduciosi nei confronti del mondo. No, questa non è la presentazione dell’ultima ricerca di “psicologia positiva”, ma una constatazione di fatto che nasce da un certo tipo di divulgazione scientifica. Il grande pubblico sta venendo sempre più in contatto con pensatori “globali” dei nostri tempi come Yuval Noah Harari, Steven Pinker, Hans Rosling e altri, i quali nei propri testi, letti da milioni di persone, comunicano un semplice messaggio: il mondo è molto migliore di come ci viene raccontato.

Io sono convinto che questi dati, alcuni dei quali verranno discussi tra poco, abbiano un effetto non solo sociale ma anche psicologico. Non si tratta ovviamente di credere alle favole e pensare che in realtà “non esista la povertà” o che “non si sia mai andati sulla luna” – sarebbero pensieri da cospirazionisti –, ma si tratta di far luce su questioni di carattere mondiale che pochi discutono. I motivi sono molti: secondo Hans Rosling le motivazioni principali non sono né di carattere giornalistico né legate alle nostre informazioni datate, ma sono dovute ad alcuni bias, cioè a qualche nostra scorciatoia mentale.

Premium

Vuoi leggere la versione completa dell’articolo?

Accedi al sito se hai già un abbonamento alla rivista oppure personalizza il tuo piano e abbonati subito.

Accedi

Contenuti esclusivi per abbonati alla rivista:

Di bene in meglio - Gennaro Romagnoli

Questo articolo è di Gennaro Romagnoli ed è presente nel numero 276 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto