Come vanno davvero usati i nuovi media?

Nel professionista del benessere online le persone non cercano l’inappuntabilità tecnica, ma empatia e freschezza. Perciò, contenuti troppo rifiniti e complessi finiscono per togliere genuinità ai nostri interventi, allontanando gli utenti anziché attrarli.

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C’è grande confusione su come dovrebbe comunicare un professionista della salute quando utilizza i nuovi media.

Questo è facilmente comprensibile, perché sulla materia non esiste uno storico consolidato e molte delle scelte che si rivelano vincenti sono frutto di un approccio empirico. Si prova, si sperimenta, si misurano i risultati e solo alla fine si giunge a una conclusione. Inoltre, a complicare le cose ci si mette il fatto che tutto l’equilibrio dei nuovi media è in continuo cambiamento, per questo non è escluso che quello che si è appena riusciti a comprendere sia soggetto a stravolgimenti.

C’è una cosa, però, che non richiede esperienza in marketing e social media e non richiede neppure una sperimentazione continua: si tratta del buon senso. L’utilizzo del buon senso arriva prima di regole e formule preconfezionate ed è ciò che dovrebbe guidare le nostre scelte quando ci approcciamo a qualcosa di sconosciuto. Poi, quando ci facciamo guidare dal buon senso abbiamo sempre un riferimento da seguire. Il buon senso da solo non basta, chiaramente, ma per esperienza possiamo dire che è sufficiente a salvarci da errori maldestri, e online è facile commetterne.

Per questo oggi useremo il buon senso per sciogliere 3 degli interrogativi che tormentano quei professionisti della salute che decidono di muovere il primo passo per far conoscere la propria professionalità online.

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Questo articolo è di Alessio Beltrami, Luca Mazzucchelli ed è presente nel numero 269 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto