Buone abitudini e qualità della vita

Se la nostra vita è fatta in gran parte di abitudini, qual è il modo migliore per consolidarne di nuove e positive? Il traguardo perché si possa parlare di routine acquisita sono 66 giorni consecutivi.

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«Tutta la nostra vita, in quanto ha una forma definita, è soltanto una massa di abitudini pratiche». Questa frase del 1892 di William James provoca in molti un sorrisetto ironico, perché è difficile pensare di ridurre la vita a una serie di abitudini. In realtà, alcune ricerche ci dicono che passiamo oltre il 40% del nostro tempo a fare gesti abitudinari, a compiere routine più o meno consapevoli. Il tema delle “abitudini” sta spopolando negli ultimi anni nel mondo del self-help e della crescita personale, complici appunto le numerose ricerche svolte in questo campo.

La qualità della tua vita dipende, così, dalla qualità delle tue abitudini. Pensa per qualche minuto alle prime cinque routine della tua quotidianità: se lo farai in modo onesto e meticoloso, ti renderai conto che esse possono prendere molto spazio nella giornata. Guardare due ore al giorno la televisione o leggere per due ore sono attività simili: in entrambe stiamo fermi, in entrambe assorbiamo nuove informazioni ed entrambe richiedono un certo sforzo cognitivo. Eppure sono due attività che possono portare in direzioni completamente opposte. I colleghi ovviamente mi perdoneranno per questa semplificazione, dato che la lettura richiede tutt’altro tipo di sforzo. Ma il punto non è quale sia la più “faticosa” delle due operazioni, bensì dove ci possono portare nel lungo periodo. (CONTINUA SULLA RIVISTA...)

Questo testo è tratto dall'articolo di Gennaro Romagnoli
presente nel numero 261 della rivista.
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