Andare con lo zoppo ci fa davvero zoppicare?

Se non abbiamo una buona autostima, diventiamo prede del bisogno di essere sempre approvati dagli altri e di piacer loro in ogni occasione. In realtà, quanto più i rapporti sono stretti, tanto più bisogna accettare l'eventualità di restarne feriti. 

Andare-con-lo-zoppo-rid.jpg

"Tu sei la somma delle cinque persone che frequenti di più." (Jim Rohn). Questa è una delle frasi più famose nel campo della crescita personale e del self-help degli ultimi decenni. Una frase che, nella sua versione negativa, porta con sé un concetto che conosciamo molto bene dalla saggezza popolare, e cioè che “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. Un’idea che possiamo aver visto più volte concretizzarsi magari nelle cosiddette cattive compagnie o nelle cattive influenze di qualcuno e che oggi potrebbe essere avvalorata dalle scoperte neuroscientifiche, come per esempio quella dei famosi neuroni specchio.

La frase è appunto di Jim Rohn, un imprenditore e conferenziere statunitense che ha influenzato un’intera generazione di “formatori motivazionali”. L’idea di fondo è molto semplice: se vuoi avere successo devi frequentare persone di successo, se riuscirai a contornarti di persone eccezionali sarai spinto anche tu a diventarlo. È vero ed è scientifico: tutte le persone che frequenti ti influenzano e tu influenzi loro a tua volta! Questo può apparire come spaventoso, eppure tutti ne siamo in qualche modo consapevoli perché lo abbiamo imparato in famiglia, di qualsiasi genere essa sia. Nonostante da millenni si intuisca la forza delle prime interazioni, oggi l’infant research e gli studi sull’attaccamento ci hanno chiaramente dimostrato il peso e il valore delle prime relazioni.

Quindi, psicologia e crescita personale ci dicono entrambe che le relazioni “con l’altro” ci influenzano, e anche molto intensamente. (continua sulla rivista...)

Questo testo è tratto dall'articolo di Gennaro Romagnoli
presente nel numero 260 della rivista.
Clicca qui per leggerlo tutto