2018, fuga dai social media?

Al di là di quel che si crede comunemente, gli strumenti di comunicazione non sono mai neutri. La natura profonda di un mezzo di comunicazione produce un inevitabile cambiamento nella rappresentazione della realtà.

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“Phubbing” è un neologismo nato dalla fusione di “snubbing” (snobbare) e “phone”, il significato è fin troppo chiaro perché credo che aver generato o subito questo comportamento appartenga all’esperienza di ognuno di noi: essere in compagnia di qualcuno e restare incollato al proprio smartphone, distraendosi dalla relazione reale.

A partire dal 2013 è attivo il sito “Stop Phubbing” che attraverso dati, informazioni e varie iniziative di sensibilizzazione cerca di contrastare il fenomeno. Il phubbing è solo un aspetto della complessa galassia dei fenomeni generati dalle tecnologie digitali, tuttavia rappresenta assai bene una deriva decisamente pericolosa per la qualità delle relazioni: è evidente, infatti, che la pratica di questo comportamento pone la persona che lo attua in una posizione one-up rispetto al suo interlocutore in carne ed ossa accanto a lui.

È probabile che ciò avvenga molto spesso nella completa inconsapevolezza delle persone coinvolte, ma non nell’indifferenza della loro parte emotiva. La dinamica one-up/one-down è infatti un meccanismo potente, capace di attivare il nostro cervello emotivo, all’origine di numerose patologie relazionali che possono sfociare in veri e propri conflitti.

Comprendere cosa l’utilizzo delle tecnologie digitali abbia mutato nella relazione tra le persone non è un compito facile; le ricerche in merito forniscono spesso dati alquanto contrastanti, anche perché non è sempre chiaro l’obiettivo della ricerca; a questo si aggiunga che si tratta comunque di fenomeni ancora recenti: la diffusione pervasiva degli smartphone riguarda, in fondo, gli ultimi dieci anni (il primo IPhone esce nel 2007).

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Questo articolo è di Diego Ingrassia ed è presente nel numero 268 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto