Andrea Giuliodori

La teoria del parcheggio libero

È meglio parcheggiare la macchina a un chilometro di distanza o cercare un posto più vicino, sia pure con l’eventualità di non trovarlo? Insomma, meglio accontentarsi o cercare sempre l’optimum per noi? Ecco vantaggi e svantaggi delle due opzioni.

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Janis Joplin, la famosa cantante rock americana, un giorno durante un’intervista disse: «Tu sei definito da ciò di cui ti accontenti». In altre parole, se ci accontentiamo, di fatto rinunciamo a esprimere il nostro potenziale.

Thich Nhat Hanh, il famoso monaco vietnamita, dal canto suo affermò: «Il miracolo non è quello di camminare sulle acque, ma di camminare sulla terra verde nel momento presente e di apprezzare la bellezza e la pace che sono disponibili ora». In altre parole, per essere felici dobbiamo imparare ad accontentarci di ciò che abbiamo.

Ecco, sono appassionato di crescita personale da ormai diciassette anni, ma non ho mai trovato un libro che spiegasse in maniera convincente questa contraddizione. Da una parte, ci invitano a vivere senza rimpianti, a porci obiettivi ambiziosi, a non accontentarci mai della mediocrità. Dall’altra, ci viene consigliato di praticare la meditazione mindfulness, vivere nel momento presente ed essere grati per quello che abbiamo già. Quindi? Ci dobbiamo accontentare, rischiando di vivere nel rimpianto, o dobbiamo ambire sempre e comunque al meglio, rischiando una vita di frustrazioni?

In passato ho riflettuto molto su questa contraddizione della nostra società e, non avendo trovato risposta nei testi e nei corsi dei cosiddetti esperti della formazione, ho cercato vie alternative. È stato durante questa ricerca sul reale significato del vivere senza rimpianti che ho scoperto la teoria del parcheggio libero.

LA VITA E IL PARCHEGGIO

Catherine Drew Gilpin Faust non è esattamente l’ultima arrivata: eminente storica a livello internazionale, è stata la prima donna a ricoprire la carica di rettore dell’Università di Harvard. In tale veste ha spesso tenuto il discorso che precede la proclamazione dei laureati di Harvard, ricordando ai suoi studenti quella che lei definisce «the parking space theory of life», ovvero la “teoria del parcheggio libero”.

Ecco le sue parole: «Non parcheggiare a un chilometro di distanza dalla tua destinazione, solo perché temi di non riuscire a trovare un posto libero. Vai esattamente dove vorresti andare. Se non troverai parcheggio, potrai sempre tornare indietro. In altre parole, non ti accontentare troppo presto nella tua vita».

Ecco, quando parliamo di scelte importanti, di scelte a lungo termine, la via maestra per vivere senza rimpianti è quella di andare dritti verso la nostra meta più ambiziosa. In questo caso, niente compromessi = niente rimpianti. Accontentarsi troppo presto del primo parcheggio libero, infatti, significa inevitabilmente condannare se stessi a una vita di “Se quella volta avessi fatto...”, “Se invece di...”, “Se solo...”.

Ma questa è solo metà della storia. Dato che nella vita dobbiamo saper conciliare ambizione futura e soddisfazione presente.

IL FRAGILE EQUILIBRIO

La vita è un fragile equilibrio tra opposti, e noi, come il funambolo Philippe Petit che nel 1974 attraversò le Torri Gemelle su un cavo d’acciaio, dobbiamo essere in grado di muoverci sicuri sopra il vuoto, bilanciando le forze opposte che ci attraggono. Immagina, per esempio, di vivere solo per i tuoi ambiziosi obiettivi futuri, di lavorare a testa bassa senza sosta, di dannarti l’anima per raggiungere l’agognato successo, per poi magari arrivare alla meta e sentirti svuotato dentro, privo della benché minima ombra di soddisfazione. Non sarebbe anche questa una sconfitta? Non vivresti forse nel rimpianto di non esserti goduto abbastanza i tuoi anni migliori?

Se è vero che dovremmo puntare in alto e non accontentarci quando affrontiamo le scelte a lungo termine, è altrettanto vero che la ricerca ossessiva della perfezione, dell’optimum, in ogni situazione, anche la più piccola e insignificante, rischia di trasformarsi in una fonte di frustrazione perpetua.

Quando ci troviamo di fronte a scelte a breve termine, dunque, il “primo parcheggio libero” si trasforma quasi sempre nel parcheggio migliore. Non porre limiti alla tua ambizione quando stai decidendo della tua vita futura, ma non perdere eoni a scegliere quel caspita di dentifricio! Insomma:

• smettila di farti troppi problemi e concentrati solo su ciò su cui hai un reale controllo;

• smettila di aspettare che tutte le condizioni siano perfette e da’ inizio a quel dannato progetto;

• smettila di sprecare le tue ener- gie mentali su piccole decisioni prive di importanza e utilizza la tua forza di volontà per ciò che conta veramente.

Solo nel momento in cui comprendiamo questa sottile differenza tra scelte future guidate dall’ambizione e scelte presenti guidate dal senso pratico, possiamo sperare di vivere una vita davvero senza rimpianti. Senza rimpianti di ciò che avrebbe potuto essere. Senza rimpianti di ciò che non è stato.

«SII FOLLE!»

Come disse Steve Jobs nel 2011 ai laureandi di Stanford: «Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti. Come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l’avrai davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi, continua a cercare finché non lo troverai. Non accontentarti. Sii affamato. Sii folle».

La teoria del parcheggio libero non ha nulla di fantascientifico, la maggior parte dei lettori probabilmente la condividerà, eppure c’è chi continuerà a vivere la propria vita esattamente al contrario: ossia sceglierà di non scegliere di fronte alle decisioni importanti della propria vita (salute, formazione, carriera, relazioni ecc.), accontentandosi del primo parcheggio a portata di sterzo e, al contrario, deciderà di dedicare tempo ed energie alle piccole decisioni prive di valore, magari passando i prossimi minuti a scegliere il miglior filtro per la nuova foto da postare sul proprio profilo Instagram...

Tu che lettore vuoi essere? Vuoi ritrovarti un giorno, di fronte a uno specchio, a contare le rughe sulla pelle e i rimpianti negli occhi, o piuttosto vuoi ritrovarti di fronte a quello stesso specchio con lo sguardo fiero di chi nella vita ha dato valore al suo presente senza accettare compromessi per il suo futuro?

Tic, tac, tic, tac... tempo di prendere una decisione!

 

Questo articolo è di ed è presente nel numero 267 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui