Giulia Lamarca

Come ricostruire

Cosa fare quando gli eventi della vita sembrano portarci via tutte le risorse? Dobbiamo trasformarci nel fior di loto, capace di nascere dal fango, di aprirsi alla luce e di sbocciare fiero.

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In un periodo in cui il mondo è chiamato a rinascere, scelgo questa metafora per portarvi una riflessione: la storia del fior di loto. Nella tradizione orientale, il fior di loto è conosciuto come simbolo di bellezza e perseveranza. Molti di voi si ricorderanno i colori che lo caratterizzano, ma forse pochi sanno da dove arriva e quali sono le sue origini. 

Il loto è una pianta acquatica, solitamente abita nei laghi, nelle pozze, nelle paludi, in ambienti spesso caratterizzati da fanghiglia, ma ovunque cresca, che sia in acqua pura o nella palude, quando sboccia manifesta la sua dirompente bellezza. Non importa dove si trovi, non si lascia intaccare dalla sporcizia che lo circonda, nulla riesce a distogliere la natura maestosa del loto. 

Così, esso emerge pulito anche dal fango, trasforma ogni scarto in alimento, si nutre e diventa più forte, riesce a trovare l’opportunità anche nelle avversità. In tal modo, malgrado l’ambiente circostante, persevera nel suo obiettivo: nascere, emergere. Non cerca di cambiare la situazione che lo circonda, ma muta al proprio interno e così è in grado di crescere e di superare gli ostacoli alzandosi fino a 60 cm d’altezza pur di sorridere al sole. 

Questa metafora è uno degli insegnamenti più preziosi che io ho avuto dalla vita. Nel periodo attuale, dove le nostre abitudini e quello che ci circonda continuano ad essere parzialmente ingestibili da parte nostra, credo che questa storia possa venirci in soccorso. Non dobbiamo spendere le nostre energie per cercare di spiegare e cambiare ciò che ad oggi ci circonda. Il fior di loto ci insegna a ripartire da noi stessi, da quello che noi possiamo fare, ci insegna che dobbiamo e possiamo ripartire dall’interno. 

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Come ricostruire

Questo articolo è di Giulia Lamarca ed è presente nel numero 282 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui