Relazioni che avvelenano, relazioni che guariscono

Spesso ciò che ci esalta è anche ciò che ci fa più soffrire. Questo vale pure per le relazioni complesse, pronte, come il “pharmakon” greco, a indicare sia “la medicina” che “il veleno”.

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Tutto ciò che può darci il meglio è in grado anche di darci il peggio: si pensi all’estasi dell’innamoramento e alla tragedia della perdita di colui/colei che amiamo; è proprio ciò che più ci riempie che può farci sentire, in sua mancanza, totalmente svuotati. Pertanto, quando si tratta di “relazioni tossiche” non si può sottovalutare che esse sono, nella maggioranza dei casi, il rovescio della medaglia di quelle che “risanano”, o che alternano nei loro effetti sensazioni forti piacevoli a sensazioni di disgusto e dolore. Spesso il confine tra piacere e disgusto è così sottile che l’alternanza tra le due sensazioni diviene una travolgente emozione a cui è difficile rinunciare, una volta che la si è sperimentata.

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Relazioni che avvelenano, relazioni che guariscono

Questo articolo è di Giorgio Nardone ed è presente nel numero 280 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto