La comunicazione medico-paziente

Uno scambio non frettoloso, chiaro, senza troppi tecnicismi e soprattutto ricco di empatia contribuisce all’efficacia dell’intervento medico, oltre che alla soddisfazione del paziente. Ecco perché la comunicazione è uno strumento terapeutico a tutti gli effetti.

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Per Ippocrate, padre della medicina, erano tre gli elementi fondamentali dell’agire del medico: «il tocco, il rimedio, la parola». Ed effettivamente, per 2400 anni, potendo contare su ben pochi rimedi dalla scarsa efficacia, i medici hanno dato notevole attenzione agli aspetti comunicativi e relazionali con il paziente, utilizzando le proprie abilità suggestive e persuasorie per favorirne la guarigione.

Questa antica sapienza si è andata purtroppo perdendo con l’avvento della moderna medicina scientifica, che, se da un lato offre indagini diagnostiche raffinate e terapie efficaci per molte condizioni, dall’altro ha perso di vista l’importanza dell’incontro con il malato. Difatti, da quando la medicina ha finalmente cominciato ad avere a disposizione i rimedi, la relazione medico-paziente è paradossalmente peggiorata. Lo testimonia la scarsa compliance dei pazienti rispetto alle indicazioni mediche, che si assesta tra il 50 e il 70% per le prescrizioni farmacologiche, scendendo drammaticamente al 10% per le indicazioni dietetiche, fino a crollare a un misero 2% relativamente all’indicazione di interrompere l’uso di sostanze dannose come il tabacco. Il fatto che alcuni pazienti non seguano quanto indicato loro dallo specialista comporta inevitabilmente una riduzione dell’efficacia dell’intervento medico: a poco vale, infatti, che il medico sia in grado di effettuare una diagnosi corretta e impostare una terapia efficace se non riesce a far sì che il paziente poi la metta in pratica, nel modo corretto e per il tempo adeguato.

Tutti gli studiosi sono concordi nel ritenere che le abilità comunicative del medico sono fondamentali nell’influire sulla compliance dei pazienti. La parola, quale veicolo fondamentale di persuasione e influenzamento, deve quindi recuperare il suo ruolo centrale nel processo di cura medica, in supporto a tutti i meravigliosi avanzamenti tecnici compiuti dalla medicina scientifica, entrando a far parte a pieno titolo del bagaglio professionale dei medici e del personale sanitario in generale.

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Questo articolo è di Roberta Milanese, Simona Milanese ed è presente nel numero 285 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui