Gli ostacoli come strumenti di crescita

Gli ostacoli e le esperienze traumatiche della vita possono rappresentare una possibilità di crescita positiva. Possiamo decidere di affrontarli da soli o con l'aiuto di un buon coach, grazie a tre diversi approcci operativi.

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Tutti sappiamo che una vita vissuta appieno non è priva di problemi o di ostacoli da superare. Anzi, una vita intensa e profonda si fonda sulla crescita, sul progresso, e questi non possono esistere senza ostacoli da superare e nuove condizioni da creare. Gli ostacoli, quindi, vanno visti come un’opportunità di crescita, come strumenti per forgiare la nostra capacità di adattamento.

Oggi sappiamo che anche le esperienze più traumatiche e difficili, se affrontate con l’atteggiamento giusto, sono in grado di stimolare una crescita positiva, chiamata post-traumatic growth (crescita post-traumatica). Esistono vari approcci al superamento degli ostacoli che la vita ci pone davanti. La prima distinzione fondamentale da fare è sull’impatto che essi hanno sulla nostra esistenza: nel caso in cui siano problematiche davvero invalidanti, ossia atte a impedirci in modo permanente di svolgere la nostra vita nella maniera migliore, è necessario il supporto diretto di uno specialista, in genere uno psicoterapeuta. Se invece l’ostacolo è lì e lo vogliamo superare, ma pensiamo di poter trovare le risorse per farlo, possiamo pensare di affrontarlo da soli o con l’aiuto di un buon coach.

Detto questo, gli approcci operativi al superamento degli ostacoli possono suddividersi in 3 categorie piuttosto distanti tra loro, che però nella mia esperienza potrebbero benissimo convivere per dare, in fasi distinte, una diversa tipologia di supporto alla persona. Si tratta di percorsi di apprendimento di nuove modalità di azione.

Imparare ad affrontare le difficoltà e i problemi trasformando i limiti in risorse: per questo sono particolarmente adatti gli interventi del coaching strategico che puntano a fare affrontare i limiti personali e a trasformarli in risorse. Il processo prevede l’identificazione delle cosiddette tentate soluzioni ridondanti, ossia di quelle azioni che adottiamo pensando di risolvere il problema ma che invece sono proprio alla base del suo mantenimento. Nel coaching strategico verrà inoltre identificata la sensazione di base dominante nella persona tra paura, rabbia, dolore e ricerca del piacere, e saranno adottate strategie spesso paradossali per superare gli ostacoli. Gli interventi si fondano sul superamento dell’approccio di primo ordine del fare più delle stesse cose che abbiamo sempre fatto e nell’instaurare invece un approccio di secondo ordine, ossia nel fare qualcosa di dirompente che faccia vivere un’esperienza emozionale correttiva. Per esempio, nel caso di una paura che ci ostacola, invece di suggerire di provare a non pensarci, la persona sarà invitata, al contrario, a ingigantirla volontariamente (tecnica della peggiore fantasia) per poi imparare progressivamente a contenerla fino a smontarla del tutto.

Imparare ad essere più positivi. Qui viene in aiuto tutto il filone della positive psychology, e in particolare il lavoro di Martin Seligman, che ha sviluppato il cosiddetto PERMA model, una sorta di teoria scientifica della felicità. In questo caso la persona viene aiutata a lavorare su una serie di caratteristiche che definiscono una vita piena e felice:

P (Positive emotions): emozioni positive e ottimismo sono gli ingredienti di base delle persone che affrontano e superano agilmente gli ostacoli della vita. Contrariamente a quanto si pensi, queste non sono determinate né dalla genetica né dalla fortuna, ma piuttosto sono sviluppate lavorando contro il bias negativo naturale del nostro cervello che nota e assimila gli avvenimenti negativi con maggiore intensità rispetto a quelli positivi.

E (Engagement): le persone che superano gli ostacoli hanno un livello di coinvolgimento e impegno superiore agli altri. Spesso il mancato superamento di un problema trae origine da una scarsa motivazione a superarlo. A volte il problema stesso diventa un modo per attirare l’attenzione e sentirsi importanti agli occhi degli altri. Coinvolgersi appieno e impegnarsi a fondo per quello che ci far stare bene è fondamentale per superare gli ostacoli che incontriamo.

R (Relationship): le relazioni sono una delle principali fonti di forza e sostegno che possiamo avere. Farsi aiutare dagli altri a superare gli ostacoli e non isolarsi sono ricette importanti da tenere presenti quando si affrontano problemi e momenti di crisi.

M (Meaning): il senso di scopo e significato è uno dei fattori fondamentali per vivere bene. Superare gli ostacoli dovrebbe essere un modo per soddisfare maggiormente il senso di significato che percepiamo nella nostra vita. Questo ci permetterà di trovare risorse nascoste che non sappiamo nemmeno di avere.

A (Accomplishments): un ostacolo superato diventa una vittoria e le vittorie, ossia i risultati ottenuti, sono l’esempio a cui rifarsi per sviluppare le competenze e le giuste emozioni per affrontare i successivi problemi che incontriamo.

Imparare ad accettarsi. Non tutto può essere cambiato e non tutti gli ostacoli della vita sono superabili. A volte bisogna ricorrere ad altre strategie, come quelle basate sul perdono, sulla gratitudine e sull’accettazione tipiche della meditazione buddista o della mindfulness. La capacità chiave necessaria per rialzarsi dopo le batoste a cui la vita a volte ci espone, però, è la resilienza. Svilupparla ha a che fare con azioni e attitudini che si possono mettere in atto immediatamente. L’American Psychological Association suggerisce 10 mosse per sviluppare maggiore resilienza

1. Mantenere buoni rapporti con i propri familiari, amici e con le persone che si frequentano.

2. Evitare di vedere una crisi o un evento stressante come qualcosa di intollerabile e di inaffrontabile.

3. Accettare le situazioni che non si possono cambiare.

4. Sviluppare obiettivi realistici e muoversi verso quella direzione.

5. Prendere decisioni, non rimanere immobili.

6. Cercare opportunità di scoperta personale e crescita dopo perdite o crisi.

7. Sviluppare sicurezza in sé stessi.

8. Mantenere una prospettiva a lungo termine e considerare gli eventi stressanti in un contesto ampio.

9. Mantenere una prospettiva di speranza e visualizzare ciò che desideriamo.

10. Curare il corpo e la mente con allenamento fisico, una sana nutrizione e imparando a badare alle proprie necessità e alle proprie emozioni.

Al di là degli specifici interventi che si adottano, la cosa più importante è non rassegnarsi e non cadere nella visione illusoria che la vita debba essere tutta in discesa. Questa errata aspettativa ha la grave conseguenza di rendere ogni problema, anche il più piccolo, un ostacolo insormontabile.

Filippo Ongaro, medico degli astronauti dal 2000 al 2007, è il primo italiano ad avere ottenuto la board certification in Medicina anti-aging negli USA. Ha studiato problem solving e coaching strategico ed è autore di numerosi best seller, tra cui Mangia che dimagrisci (Piemme, 2012) e Fino a cent’anni (Ponte alle Grazie, 2016). Vive e lavora in Svizzera.

www.filippo-ongaro.com

Questo articolo è di Filippo Ongaro ed è presente nel numero 278 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto