Chi ben comincia

L’importanza della prima seduta di psicoterapia, che svela se ci sono le condizioni perché gli incontri continuino fruttuosamente.

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Eric Berne, per quanto creatore di un modello di psicoterapia a lungo termine, affermava che «si deve condurre ogni seduta come fosse l’unica a disposizione». Ciò vale ancor di più se questa è la prima. Difatti, come è ormai ben noto, il primo incontro con il paziente è quello più importante. Prima di tutto, perché se non è ben svolto e la persona che richiede un aiuto specialistico non prova fiducia nei confronti dello psicoterapeuta, il rischio del cosiddetto “drop out” (cioè, l’abbandono della terapia) è molto elevato. Ma anche se il paziente non fugge dalla terapia, il terapeuta avrà comunque la strada in salita, giacché non sarà stato in grado di creare un’aspettativa fiduciosa né una relazione terapeutica positiva, fattori, questi, determinanti per il buon andamento e risultato del trattamento.

La prima seduta rappresenta inoltre, per lo psicoterapeuta, il momento nel quale rendersi conto se ciò di cui il paziente necessita è qualcosa che egli è capace di garantire. Purtroppo questo aspetto non viene abbastanza considerato, in quanto la maggioranza dei modelli di psicoterapia è basata su una teoria generale che si applica a tutte le tipologie di disagio psicologico, a discapito del fatto che la ricerca sull’efficacia dei trattamenti psicoterapeutici dimostra come i trattamenti specifici, ossia quelli costruiti ad hoc per le specifiche patologie, garantiscano esiti positivi assai maggiori di quelli aspecifici e generali.

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Questo articolo è di Giorgio Nardone ed è presente nel numero 279 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto