Alle radici psicologiche del negazionismo e del complottismo

“Neghiamo” quando viviamo come inaccettabili i fatti nei quali siamo calati. Peccato che la loro realtà persista anche se chiudiamo gli occhi.

alle-radici-psicologiche-del.jpg

Molti si stupiscono per il numero così elevato di persone che negano l’esistenza del virus SARS-CoV-2 e della stessa malattia Covid-19. Per comprendere il fenomeno bisogna partire dalla constatazione che la negazione è un meccanismo di difesa estremo cui la nostra mente fa ricorso di fronte a realtà vissute come spaventose e soverchianti. Tale è certamente la minaccia data dal virus e dalla malattia che esso provoca. Lo è nello specifico, poiché è un virus nuovo e sconosciuto contro il quale la medicina è stata per molto tempo impotente; lo è in generale, poiché l’idea che la nostra vita potesse essere messa in pericolo da un virus ci era del tutto estranea, nell’errata convinzione di avere ormai vinto tutte le malattie infettive. La rapida diffusione del virus ha invece messo in evidenza non solo la nostra vulnerabilità fisica, ma anche la fragilità della nostra economia e della nostra società, e in primo luogo del sistema sanitario.

Premium

Vuoi leggere la versione completa dell’articolo?

Accedi al sito se sei già iscritto oppure Registrati al sito!.

Accedi

Questo articolo è di Silvia Bonino ed è presente nel numero 284 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto