Vincere o non perdere?

Che cosa vi spinge? Cos’è più importante per voi? Vincere, o non perdere?

Per raggiungere lo scopo siete disposti a correre dei rischi, o è la sicurezza il vostro fine supremo? Sapendo questo vi sarà più facile prendere decisioni e motivarvi all’azione.

Vincere o non perdere?

Cos’hanno a che fare le esperienze di viaggio, i comportamenti di acquisto e gli ideali di coppia? Molto, stando alla teoria del focus regolatorio, secondo cui le motivazioni personali sono guidate da due prospettive fondamentali: il desiderio di vincere o l’aspirazione a non perdere. Tory Higgins, direttore del Motivation Science Center della Columbia University, a New York, ha sviluppato questa teoria negli anni Novanta.

Il suo approccio ha fatto scuola. Centinaia di studi, condotti nel suo laboratorio e in ogni parte del mondo confermano che il focus regolatorio interviene praticamente in tutti gli aspetti della vita quotidiana: dal lavoro all’acquisto di beni di consumo, dai litigi di coppia all’educazione dei figli.

Nel suo libro Focus, pubblicato con la psicologa sociale Heidi Halvorson, Higgins descrive due forme di focus regolatorio: la promozione e la prevenzione. Per gli individui focalizzati sulla promozione lo scopo è andare avanti e vincere. Sono  tutti concentrati sulle ricompense che otterranno in caso di riuscita: attenzione, successo, informazioni, beni materiali. Perseguono i loro progetti personali e professionali con entusiasmo e ottimismo. Per loro quelle che contano sono le grandi idee; sui dettagli non si soffermano volentieri. Ciò li espone a errori, e quando qualcosa va storto generalmente non hanno un piano B. È un prezzo che pagano volentieri, perché per loro la cosa peggiore sarebbe essersi lasciati sfuggire un’occasione.

Per gli individui focalizzati sulla prevenzione, invece, si tratta soprattutto di non commettere errori e mantenere lo status quo. Si preoccupano quindi di quello che può succedere se non sono abbastanza attenti e prudenti. Ci pensano tre volte prima di agire, lavorano lentamente e curano molto i particolari. Fare il proprio dovere lo considerano il bene supremo, mentre sviluppare idee nuove o tentare vie non battute non rientra fra le loro qualità. Agli altri possono fare un’impressione pedantesca e pessimistica. Ma preferiscono perdere un’occasione piuttosto che bruciarsi le dita. In fondo la cosa peggiore per loro è subire una perdita o non essere riusciti a neutralizzare un pericolo. I due sistemi motivazionali hanno origine in due diversi bisogni fondamentali, spiega Higgins: la promozione nel desiderio di essere nutrito e accudito, la prevenzione nel bisogno di sicurezza. (...)

Questo articolo è di Annette Schäfer ed è presente nel numero 254 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto