Terremoto e ferite dell'anima: come affrontare le macerie emotive

Il contributo dell'EMDR quale terapia evidence-based per l'elaborazione del trauma

Il Centro Italia ha ripetutamente subito eventi sismici che hanno modificato senza sosta il grado di vittimizzazione delle popolazioni coinvolte: la gente diventava una nuova vittima, o tornava a essere vittima. L’assenza di un periodo prolungato di sicurezza dopo il trauma impedisce che l’evento critico originario si consolidi nella memoria. Un problema che può essere affrontato con la tecnica dell’EMDR.

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In questo mondo sicuro, prevedibile, controllabile non può accadere nulla di male. Siamo convinti che non è possibile che accada qualcosa di brutto a una brava persona: non se lo meriterebbe. Per non parlare, poi, di una sventura che si abbattesse su un’intera popolazione, colpendo anche bambini, anziani, donne e disabili. Certo, talvolta, purtroppo, accadono disgrazie, ma dall’altra parte del mondo, non a noi. Ahimè, la recente storia del Centro Italia dal 24 agosto a oggi ci ha dimostrato, ancora una volta, che non è così. Più di 50000 scosse dal 24 agosto 2016 al 2 febbraio 2017; 298 morti e 17000 sfollati. I disastri son tali perché spesso non sono prevedibili. Tutti noi ne siamo potenziali vittime, non siamo noi a scegliere di vivere una tale emergenza, è lei che sceglie noi senza preavviso, negoziazioni e senza chiederci il permesso di sconvolgere le nostre esistenze (Fernandez et al., 2011).

PSICOLOGIA DELL'EMERGENZA

Attualmente, nelle considerazioni sui contesti d’emergenza si inserisce in modo sempre più capillare il contributo della psicologia, sia come scienza che come intervento clinico. La neonata psicologia dell'emergenza, in quanto scienza studia le reazioni emotive, comportamentali e cognitive delle vittime, degli operatori dell’emergenza e dell’intera comunità colpita da un disastro. In quanto intervento clinico nel contesto dei disastri, si dispiega essenzialmente in due settori egualmente preziosi: la prevenzione dello sviluppo di disturbi psicologici a medio e lungo termine, e la cura e terapia dei sintomi legati allo stress post-traumatico, in fase acuta e cronica. (CONTINUA SULLA RIVISTA...)

 

Questo testo è tratto dall'articolo di Isabel Fernandez
presente nel numero 261 della rivista.
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