Sorridere ci fa sentire più felici?

«Sorridi che ti passa!». Quante volte abbiamo consigliato a una persona triste di sorridere perché ciò l’avrebbe aiutata a sentirsi meglio?

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I detti popolari ce lo ricordano da sempre: se sorridiamo saremo più felici, se ci accigliamo anche il nostro umore ne risentirà. La letteratura scientifica, però, non è mai riuscita a trovare un accordo circa l’influenza dell’atto fisico del sorridere sulla felicità. L’é­quipe guidata da Nicholas Coles della University of Tennessee ha quindi voluto verificare l’ipotesi del “feedback facciale”. Questa teoria sostiene che l’esperienza emotiva di una persona è influenzata dai feedback sensomotori dei movimenti facciali associati all’espressione delle emozioni. I movimenti del viso, quindi, forniscono informazioni motorie, cutanee, vascolari e propriocettive che influenzano il processo emotivo e che, in base alla versione “forte” di questa ipotesi, sono in grado di generare, da sole, l’emozione, mentre, secondo quella “debole”, il feedback ne aumenterebbe solo l’intensità e la durata.

I ricercatori hanno dunque condotto una meta-analisi su 138 studi internazionali che hanno esaminato questo fenomeno negli ultimi cinquant’anni, testando 286 dimensioni e i dati raccolti su oltre 11 000 soggetti in tutto il mondo. Dai risultati è emerso che il feedback facciale ha un effetto significativo, anche se piccolo e variabile, sulle emozioni. Nello specifico, i dati hanno rilevato che esso poteva avviare l’esperienza emotiva quando non erano presentati stimoli evocativi e poteva modularla nei casi in cui questi erano emotivi, anche se gli effetti risultavano maggiori in assenza di stimoli emotivamente evocativi. I maggiori effetti si riscontravano con alcuni tipi di stimoli evocativi, come le frasi emozionali, rispetto ad altri, come la visione di immagini. Inoltre, il feedback facciale era in grado di influenzare sia il livello discreto delle emozioni (felicità, paura, rabbia ecc.) sia quello dimensionale, riferibile a effetti più “basilari”, come la valenza positiva o negativa (e quindi un generale senso di positività o negatività).

Tuttavia, secondo gli autori, in base alle ricerche analizzate non è possibile stabilire come avvenga; il feedback facciale potrebbe influenzare direttamente solo uno dei livelli e l’altro in modo indiretto; per esempio, sorridere fa sentire le persone più felici ma non più positive, ma le persone riportano livelli più alti di positività perché stanno sperimentando livelli maggiori di felicità. Per i ricercatori i risultati di questa meta-analisi forniscono un indizio su come la mente e il corpo interagiscono per modellare l’esperienza cosciente delle emozioni, un passo in più per scoprire come funzionano. 

Per noi, un buon motivo per sorridere: le espressioni facciali influenzano il nostro stato d’animo e l’atto fisico del sorridere può farci sentire più felici. Quindi, sorridiamo anche se non ce n’è motivo, oppure se siamo tristi.


BIBLIOGRAFIA
Coles N. A., Larsen J. T., Lench H. C.
(2019), «A meta-analysis of the facial feedback literature: Effects of facial feedback on emotional experience are small and variable», Psychological Bulletin, DOI: 10.1037/bul0000194

Questo articolo è di Paola A. Sacchetti ed è presente nel numero 276 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto