Rompere la routine in amore

Come ritrovare il piacere 
di star bene insieme

Contro la ripetitività delle pratiche erotiche, la coppia può attingere a un ricco repertorio di fantasie, giochi, sfide controllate.

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Quando mi si chiede perché oggi le coppie sono sempre più in crisi e lo schema della relazione amorosa è oggetto di fratture, mutamenti e pericolosi conflitti, la risposta che provo a formulare si orienta verso un unico concetto: responsabilità.

I cambiamenti socio-culturali, la dimensione ancora poco bilanciata della parità tra i generi sessuali e l’egoismo spesso mascherato da bisogno di affetto e rinforzato dall’utilizzo smisurato delle nuove tecnologie portano la coppia a sviluppare nuove forme di routine, lontane e ancor più pericolose di quelle conosciute. Gli esseri umani hanno perso il vero significato dello star bene insieme, che non può essere rappresentato solamente dalla dimensione romantica della relazione, né tantomeno dall’accettazione passiva del ciclo evolutivo della coppia. La coppia, o meglio la nuova dimensione di “famiglia”, dev’essere reinventata, così da permettere una nuova visione più articolata e variegata del condividere amore e intimità. Alain De Botton nel 2016 ha pubblicato un romanzo che descriveva un modo nuovo di reinventare la coppia, dove i partner dovevano imparare a loro spese a passare da un amore semplicemente romantico a uno più razionale. Al riguardo, la creatività e il gioco possono permettere ai partner di imparare nuovamente ad amarsi.

In coppia per sbaglio

L’incontro tra due “individui” – anche se oggi l’importanza della dimensione poliamorosa permette di affermare una nuova realtà relazionale anche tra “più” persone – può avvenire in modo del tutto casuale. È in questa dimensione della casualità che si delinea una serie d’importanti percezioni tra i partner, che trasformano la curiosità in interesse, la parola in accoglienza e il contatto in piacere. Una casualità che può far attivare processi neurobiologici necessari alla chimica dell’amore. (CONTINUA...)

Stare insieme è talmente piacevole quanto complesso e i valori, ancora oggi ristretti a quell’idea di naturale o comunque universale del “felici e contenti per tutta la vita”, non permettono ai partner di riconoscere quanto la casualità dell’incontro sia responsabile dei processi di successo/insuccesso della relazione nel tempo.

Per quanto molti individui identifichino e riconoscano nella relazione una “scelta” del partner dove la complicità, la fusionalità e gli interessi comuni consentono una possibile sicurezza relazionale, in realtà le persone si uniscono in coppia per sbaglio, rischiando di stare insieme per valorizzare al massimo risorse, interessi e benefici. Quindi, la coppia è un bluff, una possibile necessità di incontrare l’altro diverso da sé semplicemente per alimentare le proprie necessità e i propri bisogni. Questo bluff può risultare assai scomodo e difficile da accettare, ma in realtà mette in risalto quanto gli individui abbiano bisogno di credere in qualcosa che spesso non risponde esattamente a ciò che desiderano. 

In una prima fase, definita “di innamoramento”, la coppia vive costantemente una dimensione dell’inganno. Gli individui, al fine di conquistare l’altro diverso da sé, ma anche per permettere di sviluppare un processo convincente per il partner, sono capaci di apparire e comportarsi in modo del tutto affettato. Nella maggior parte dei casi, ciò che emerge in questa prima fase è di apparire al meglio evitando di rendere espliciti quegli aspetti del carattere più complessi e che meno si sposerebbero con l’interesse del partner. Questa dimensione, oltre a rappresentare nella sua totalità l’idea di bluff che si manifesta all’interno della coppia, garantisce il possibile innamoramento, il quale solo in una fase successiva potrà trasformarsi in amore, aprendo le porte alle tante dinamiche funzionali/disfunzionali dove piacere e disagi si alternano nella dinamica relazionale.  È solo in questa seconda fase, definita “dell’amore”, inteso come dimensione di crescita e sviluppo della relazione sentimentale e affettiva, che i partner si permettono di strutturare una serie di atteggiamenti e comportamenti spesso troppo allineati agli stereotipi sociali e culturali del contesto di riferimento. Il rischio di questo allineamento non del tutto volontario è di entrare, senza accorgersene, nella routine, che caratterizzerà nei membri della coppia una doppia risposta possibile. 

La prima è quella di rispettare lo stereotipo sociale e quindi lo sforzo di restare insieme per tutta la vita. In questo caso i partner faranno leva su alcuni punti cardine del modello di riferimento “tradizionale” – figli, affetti, impegni, regole sociali –, ma anche sulle trasgressioni spesso concesse e abilmente nascoste come nel tradimento. La seconda risposta, invece, prevede la separazione. Capire che sono stati commessi degli errori, o comunque riconoscere un disagio difficile da risolvere, allontana inevitabilmente i partner.

Essere in coppia è chiaramente una condizione complessa, che nella sua casualità può portare i partner a percorrere cammini pericolosi. Probabilmente, la difficoltà più grande riguarda lo sganciarsi dalle tante forme stereotipiche ancor oggi presenti nelle società moderne. Luoghi comuni che garantiscono una difesa sociale, ma non necessariamente una dimensione funzionale nella dinamica della coppia. La casualità, l’essere in coppia per sbaglio, il cadere inaspettatamente tra le maglie degli stereotipi socio-culturali portano i partner a non vedere e vivere più il vero significato dello stare insieme. L’amore fonte di ogni processo di crescita e benessere è frainteso dagli stessi partner, i quali, invece di combattere e di allontanare la routine per fare rinascere costantemente la coppia e rigenerarsi, indirizzano la relazione verso una staticità ingombrante e pericolosa (Quattrini, 2013).

Rompere la routine

La routine all’interno della relazione sentimentale è rappresentata da un particolare accomodamento tra i partner, una volta superato lo stato dell’innamoramento. Come osservato, lo step iniziale di conoscenza promuove nei partner interessi e curiosità, che alimentano – per quanto in una forma spesso amplificata dell’interazione – una dimensione costruttiva dello stare insieme. 

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I partner rivelano i propri desideri e le proprie fantasie cercando di assecondare i rispettivi bisogni, sacrificando le proprie esigenze. Una volta raggiunto l’obiettivo di condivisione, è possibile iniziare un processo di adattamento, che facilmente porta a uno stallo. La routine rappresenta proprio questa immobilità in cui i partner non riescono a vedere oltre quelle regole prefissate, fuori dagli interessi stabiliti e approvati. Rimangono ancorati a una dinamica solo apparentemente funzionale del loro star “bene” insieme e non identificano lo stato di malessere o delusione che rischia di trasformare l’altro nel nemico numero uno. Appare quindi necessario imparare a rompere la routine. Questo processo, spesso supportato da percorsi psicoterapeutici e sessuologici della coppia, dev’essere riconosciuto per iniziare ad affrontare il percorso di convivenza senza paure, negazioni o inutili aggressività. 

Rompere la routine può significare imparare a rispettare l’altro diverso da sé, evitando inutili accomodamenti. I partner devono sperimentare i giusti compromessi, indirizzando i propri desideri sulla strada della novità e del cambiamento. Rompere la routine, pertanto, significa reinventare l’amore, imparando a innamorarsi ancora della stessa persona, e il “gioco” può fare la differenza.

La dimensione ludica e creativa dello star bene insieme 

La dimensione ludica appartiene alla coppia tanto quanto i giocattoli portati da Babbo Natale appartengono ai bambini. L’unica differenza è che spesso proprio l’ingenuità e la purezza che si nascondono nell’infanzia sembrano essere perdute, o comunque lontane nel mondo adulto. Gli adulti hanno difficoltà a immaginare con consapevolezza e anche con un briciolo di razionalità l’importanza di credere ancora al beneficio del divertirsi sessualmente, da soli e in coppia. Quando, per esempio, i partner non riconoscono l’utilità dell’autoerotismo in età adulta, è possibile mettere a fuoco e riconoscere pericolosi stalli emozionali e dinamiche erotico-sessuali attivate in modo meccanico e gratificanti soltanto all’apparenza. 

Nella coppia è fondamentale imparare ad avvalersi del gioco per riprendere spazi e momenti necessari a rompere la monotonia e la routine. Questo è il vero significato del termine “responsabilità”. Convivere, in una relazione intima e affettiva, comporta la responsabilità di riconoscere, condividere e superare i momenti di impasse. La vera rinascita della coppia è quella di imparare ad ascoltare con attenzione i bisogni del partner, reciprocamente. Tale processo permette ai partner di definire nuovi punti di arrivo, individuando l’esperienza del piacere in una prospettiva nuova e costruttiva.  Questo concetto consente di far leva sui desideri mai condivisi, sulle richieste che spesso hanno intimorito o imbarazzato le persone, indirizzando queste ultime a una nuova modalità di interazione nell’intimità. La creatività parte dall’immaginario, dalla curiosità, dal bisogno di sorprendere. Il gioco soft, trasgressivo, oppure all’interno di una sessualità non convenzionale, è pur sempre la massima espressione del cambiamento. 

Impariamo a non smettere mai di giocare. In amore, nella riscoperta di questo importante sentimento, è fondamentale attivare con una certa costanza la dimensione ludica. Le idee, le curiosità, i desideri devono essere confrontati, condivisi, trasformati, reindirizzati, sperimentati; in breve: ce li dobbiamo concedere.

Il sale della curiosità

Reinventare la coppia, ridefinire il concetto di “famiglia” basandosi semplicemente sulla dimensione creativa dell’amore sembra essere ancora difficile da affermare. Molti sono gli individui che continuano a credere a una dimensione “naturale” dell’intimità, dove la procreazione acquista una voce fondamentale all’interno del coro che narra il “piacere”. Certamente, abbattere gli stereotipi e rompere gli schemi rigidi della routine presenti nella coppia necessita di un tempo e di un impegno difficilmente quantificabili. Riuscire però a identificare obiettivi e punti di congiunzione che possano alimentare l’intenzione al cambiamento dà modo di attivare nei partner un’importante forma di curiosità. La curiosità che può fare la differenza, che può indirizzare gli individui a sperimentare anche casualmente il processo creativo del cambiamento. L’esperienza erotico-sessuale è in continuo cambiamento e la crea­tività degli esseri umani ne conferma la dimensione del benessere. 

Stare insieme è probabilmente il comportamento umano più complesso e molte sono le variabili che nel percorso della vita intervengono positivamente, ma anche negativamente, sul risultato funzionale della relazione. Mi preme sottolineare che gli effetti casuali e difficili da prevedere possono essere gestiti ricorrendo a strategie relazionali spesso ludiche, dove la complicità è la protagonista indiscussa. Al riguardo è importante ricordare quanto complicità e responsabilità debbano essere armonicamente bilanciate, pena l’illusione di un’immagine relazionale stereotipata e pericolosa. 

Giocare e divertirsi insieme nella sessualità sono elementi fondamentali del benessere, ma attenzione a non far sì che lo stesso gioco degeneri, mettendo in crisi i partner e minando pericolosamente la fiducia. Complicità, responsabilità e rispetto sono regole che ancora oggi hanno bisogno di essere ricordate e rinforzate per una sana e propositiva esperienza affettivo-erotico-relazionale.

La gelosia

Nel mio ultimo libro, Il piacere maschile (2017), ho analizzato i 4 gradi della gelosia descritti dallo psichiatra Vittorio Volterra:

1. lieve desiderio di tenere per sé le persone amate (paura di perdere);

2. interesse per la vita del partner e controllo finalizzato ad essere sempre al centro dell’attenzione (espressione narcisistica);

3. forma ossessiva che contempla il seguire il partner fino a ossessionarlo (stalker);

4. la gelosia delirante, pericolosa, distruttiva (psicosi).

Questa dimensione rappresenta lo stato di difficoltà e di pericolosità che si cela dietro la gelosia, ma in realtà una coppia complice e creativa potrebbe non solo allontanare anche la forma più semplice e meno pesante dei gradi descritti, ma giocare proprio con la gelosia stessa. Perché non fingere di essere qualcun altro all’interno dei canali social (Facebook, per esempio) entrando in contatto col partner per attivare una seduzione che permetta pure di trasgredire? L’idea potrebbe, da un lato, essere accattivante e, dall’altro, stimolare la gelosia e il senso di colpa. Giocate, chattate, permettetevi di conoscere i vostri nuovi desideri e poi, quando sarete pronti, datevi un appuntamento al buio, così da reinventare i desideri della coppia.

Fabrizio Quattrini è presidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica di Roma. Tra gli altri volumi, ha pubblicato Parafilie e devianza. Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale atipico (Giunti, 2015).


Riferimenti bibliografici

De Botton A. (2016), Il corso dell’amore (trad. it.), Guanda, Milano.

Quattrini F. (2013), Non smettere di giocare, TEA, Milano.

Quattrini F. (2017), Il piacere maschile. #sessosenzatabù, Giunti, Firenze.

 

Questo articolo è di Fabrizio Quattrini ed è presente nel numero 274 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto