Pensiero magico e azione magica: non solo nei bambini

Spesso pretendiamo, anche da adulti, che le cose aderiscano al nostro volere e che i problemi si risolvano magicamente e non grazie ai nostri sforzi di comprensione logica.

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A molti adulti è capitato, da bambini, di fare giochi che molti piccoli fanno spontaneamente: per esempio, saltare le righe tra le lastre di pietra di un marciapiede o tra le piastrelle di un pavimento, contare i gradini di una rampa di scale, toccare le sbarre di una cancellata. Non si tratta di semplici giochi di abilità, perché a queste azioni vengono associati esiti positivi o negativi: per esempio, se si tocca la riga, a scuola succederà qualcosa di brutto, mentre se si finisce la conta con un numero pari succederà qualcosa di bello. Altri bambini tengono con sé un pupazzetto da cui non si separano mai quando devono affrontare qualcosa che li spaventa: il buio, l’addormentamento o un’interrogazione a scuola. Altri ancora, quando desiderano fortemente qualcosa che non possono ottenere (per esempio, mangiare un dolce), lo disegnano o ne ripetono il nome, in tal modo rendendo presente, attraverso la finzione, l’oggetto del loro desiderio.

Tutti questi comportamenti, pur diversi tra loro, sono espressione di una modalità di relazione con il mondo che è assai frequente nei bambini, in particolare nel periodo della scuola dell’infanzia, ma che non scompare mai del tutto in seguito e quindi si può riscontrare anche nell’adulto. Si tratta del pensiero magico, cioè di una modalità di ragionamento, e più in generale di rapporto con la realtà, che si fonda sull’assenza di differenziazione tra sé e il mondo circostante. In questo tipo di pensiero il bambino vive in modo unitario e sincretico – e non separato – sé stesso e ciò che è fuori di sé. Di conseguenza i confini tra sé e il mondo sono scarsi e molto permeabili, sia nel senso che il mondo è interpretato secondo lo proprie esigenze emotive contingenti sia nel senso che l’ambiente esercita una diretta influenza su di sé.

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Questo articolo è di Silvia Bonino ed è presente nel numero 272 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto