Nuovi mondi, nuovi problemi, nuove soluzioni

Tante dinamiche problematiche indotte dai nuovi strumenti del quotidiano le dovremmo pensare nella loro originalità, non come versioni contemporanee di disagi e disturbi tradizionali, precedenti all’avvento delle trasformazioni tecnologiche. 

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L’evoluzione tecnologica degli ultimi decenni può essere definita “fantascienza realizzata” poiché ciò che solo pochi anni prima appariva impensabile è divenuto realtà concreta. Il “se puoi immaginarlo, puoi realizzarlo” è diventato un “credo” tecnologico e non più solo una suggestiva massima.

Tuttavia, come è per qualunque evoluzione, quanto più questa è rapida e atta a sconvolgere i precedenti, tanto più, oltre a benefici, si possono osservare effetti indesiderati. Oggi le patologie, effetto di un utilizzo eccessivo e distorto o di commerciali manipolazioni della tecnologia avanzata, sono sempre più evidenti ed epidemiche nella loro diffusione, ma riguardo ad esse si osservano una grande confusione diagnostica e altrettante confusive indicazioni terapeutiche. Si parla di “dipendenza” da contatto, di “isteria” da Internet, di “compulsività” al controllo di Facebook, di “depressione” da mancati like, di “narcisismo” da selfie.

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Nuovi mondi, nuovi problemi, nuove soluzioni

Questo articolo è di Giorgio Nardone ed è presente nel numero 270 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto