Narcisismo digitale

Una ricerca italiana affronta il nesso tra l'autocompiacimento di persone che passano tante ore sui social network e il loro ridotto tasso di empatia verso gli altri. 

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Che cos’è il narcisismo, se non un folle innamoramento verso se stessi? Amare se stessi è senz’altro auspicabile, ancor prima che normale. Avere tenui tratti narcisistici, infatti, permette di mantenere un buon livello di autostima, fondamentale per condurre la propria vita senza le limitazioni imposte da una scarsa fiducia nelle proprie capacità e possibilità. Esiste, però, anche un narcisismo patologico, espressione di un disturbo di personalità caratterizzato dalla presenza di un grado sproporzionato di preoccupazione per se stessi, dalla dipendenza dall’ammirazione e dalle conferme provenienti dal mondo esterno, dalla convinzione di essere individui unici e speciali, dalla tendenza allo sfruttamento degli altri e dalla mancanza di empatia.

Oggi si parla addirittura di “cultura narcisistica”. La nostra è una società caratterizzata dalla paura della vecchiaia e della morte, dal culto della bellezza, dal fatto di considerare il possesso di beni materiali come la strada verso la felicità. Oggi l’amore verso se stessi supera quello nutrito per l’ambiente e i propri simili; la notorietà è ritenuta più importante della dignità, il successo più importante del rispetto verso se stessi. (...)

Questo testo è tratto dall'articolo di Ivan Formica, Jessica Nucera
presente nel numero 263 della rivista.
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