Management e gestione delle emozioni

È sempre più importante strutturare gruppi di lavoro “emotivamente intelligenti”, approntando modelli comunicativi aperti e flessibili.

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È opinione diffusa che nei prossimi dieci-quindici anni assisteremo a radicali processi di trasformazione nel mondo del lavoro; come sappiamo, tutto questo è legato all’innovazione tecnologica, alla digitalizzazione e a forme sempre più spinte di automazione legate ai progressi dell’intelligenza artificiale. Per chi, come noi, si occupa da molti anni di formazione è di estremo interesse cercare di comprendere come le organizzazioni reagiranno a tale fenomeno, anche se qualche tendenza già s’intravede e, come spesso accade in un mondo che viaggia sempre più veloce, è caratterizzata da forti contrasti.

Da un lato, vi è una richiesta di massima efficienza, soprattutto nei riguardi della risorsa tempo. In questa prospettiva, anche la formazione dev’essere rapida, sintetica, incisiva, concreta, insomma immediatamente applicabile nella realtà quotidiana. Micro-learning, formazione a distanza, brevi incontri su temi specifici finalizzati alla risoluzione di problemi sono le soluzioni che cercano di interpretare al meglio queste esigenze. Bisogni comprensibili, ma anche il segnale di una cultura organizzativa “stressata” che, temendo l’obsolescenza delle conoscenze, privilegia la velocità e la continua ricerca del nuovo a scapito della profondità e del consolidamento delle competenze.

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Questo articolo è di Diego Ingrassia ed è presente nel numero 272 della rivista. Consulta la pagina dedicata alla rivista per trovare gli altri articoli presenti in questo numero. Clicca qui per leggerlo tutto