Ma è vero che la mente non ha limiti?

Purtroppo o per fortuna, i limiti fisici nello sport esistono e sono misurabili. La mente non può forzarli (a meno di non credere nella magia), tuttavia può lo stesso fare la differenza.

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Negli ultimi vent’anni mi sono occupato del rapporto tra mente e prestazione lavorando con le squadre olimpiche di sport di endurance (resistenza) come il fondo, il triathlon, il canottaggio, e con atleti top in discipline non olimpiche come l’ultramaratona o l’alpinismo. Credo che la maggior parte degli atleti – specialmente a livello amatoriale – condivida un approccio sbagliato all’aspetto mentale della prestazione. O di totale rifiuto («Psicologia dello sport? Son tutte balle!»)
o un approccio magico e miracolistico: «La mente può tutto, i limiti non esistono!». Entrambi questi atteggiamenti sono falsi e fuorvianti: la testa influenza la prestazione, questo è vero; ma da sola non può tutto: se non siete allenati, una fortissima motivazione vi permetterà al massimo di terminare la gara, ma non vi permetterà certo di spingere per ore sui pedali più watt di quelli che avete nelle gambe; né vi consentirà di tenere a lungo velocità di corsa a cui non vi siete preparati.

Vogliamo fare un po’ di ordine, liberandoci da miti e leggende? Questo articolo vi servirà soprattutto se praticate uno sport di resistenza come la corsa, lo sci di fondo, il ciclismo o il triathlon. Ecco quindi alcune cose interessanti da ricordare. (CONTINUA SULLA RIVISTA...)

Questo testo è tratto dall'articolo di Pietro Trabucchi
presente nel numero 262 della rivista.
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