L'intima relazione tra feto e gestante

Tra il feto e la madre in attesa c'è una precisa relazione psicologia, oltre che biologica. La donna incinta, insomma, non è una mera incubatrice, e anzi il grado del suo benessere incide sul figlio.

 

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A fine 2016 l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha respinto la richiesta di introdurre linee guida aperte alla regolamentazione della maternità surrogata, più nota con la cruda espressione di “utero in affitto”. Il tema è di grande rilevanza per la psicologia, perché tocca una relazione particolarissima tra due esseri umani molto diversi fra loro ma strettamente uniti: l’uno – il feto – si trova nelle fasi iniziali, particolarmente critiche, del suo sviluppo come individuo; l’altro – la donna che lo porta in grembo – entra in intimo rapporto fisico e psichico con lui. Si tratta di una relazione unica e molto complessa, nella quale gli aspetti biologici e psicologici sono strettamente intrecciati.

Limitando l’analisi allo sviluppo del feto, alcune conoscenze sugli effetti di questa relazione sono ormai acquisite, benché moltissimo sia ancora da scoprire. Per esempio, l’organizzazione in senso maschile o femminile del cervello del feto non dipende dal suo sesso genetico: i cervelli di tutti i feti sono inizialmente organizzati in senso femminile. La specializzazione in senso maschile avviene nel secondo trimestre di gravidanza, sotto l’effetto della secrezione ormonale della gestante, verso la quale i feti femminili attivano meccanismi di protezione. (CONTINUA SULLA RIVISTA...)

Questo testo è tratto dall'articolo di Silvia Bonino
presente nel numero 262 della rivista.
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